Questo progetto ci permette di scoprire diverse sfaccettature del talento di Miklós Rózsa. Al vertice c’è la sua sonata per pianoforte che, come osserva la pianista Krisztina Fejes, è “audace, espressiva e di grande complessità strutturale”. La scrittura può sembrare troppo densa ma non lo è mai, sostenuta da una straordinaria costruzione architettonica dei temi e da energia ritmica. È un edificio quasi intimidatorio, ma che rivela la maestria di Rózsa nella scrittura pianistica. Anche le variazioni op. 9 sono notevoli: da un inizio calmo e costante il compositore tesse una rete a volte virtuosa e a volte poetica, in un turbinio di colori. In Kaleidoscope e nelle Bagatelle troviamo scene di vita pastorale ungherese concepite da un uomo che all’epoca era in esilio negli Stati Uniti. Sono opere leggere e raffinate. Omaggio alla musica da film, il valzer dalla colonna sonora di Providence di Alain Resnais dimostra la capacità di Rózsa nel suggerire senza mai esagerare. Krisztina Fejes è un’interprete ideale: tecnica impeccabile, tocco versatile e ricca musicalità. Miklós Rózsa è famoso soprattutto per le sue colonne sonore, ma è giusto che il resto del suo lavoro cominci a uscire dall’ombra: era un musicista importante.
Pierre-Jean Tribot, Crescendo

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Questo articolo è uscito sul numero 1623 di Internazionale, a pagina 116. Compra questo numero | Abbonati