“ In Brasile il 2021 è cominciato con un aumento del tasso di povertà estrema”, scrive la Folha de S. Paulo. Nel paese sudamericano le persone povere sono di più rispetto al periodo precedente la pandemia. A gennaio, in particolare, è emerso che il 12,8 per cento dei brasiliani vive con meno di 246 real al mese (circa 37 euro), o 8,20 real al giorno, la soglia di povertà estrema calcolata dalla Fundação Getulio Vargas (Fgv). Si tratta nel complesso di quasi 27 milioni di persone. “È un aumento significativo rispetto alla seconda metà del 2020, quando il pagamento degli aiuti d’emergenza a circa 55 milioni di brasiliani aveva permesso di abbassare il tasso di povertà estrema ad agosto fino al 4,5 per cento”, continua il quotidiano brasiliano. Il piano di aiuti era costato circa 322 miliardi di real, ma adesso le casse dello stato brasiliano non possono permettersi un altro intervento simile. Questo, unito alla nuova ondata di covid-19 e ai ritardi nella pianificazione dei vaccini, ha peggiorato la situazione delle persone più povere. Ed è difficile immaginare una ripresa rapida se si considera che nel 2020 i più giovani hanno perso buona parte dell’anno scolastico e che “in media ogni anno in più d’istruzione rappresenta un guadagno del 15 per cento nel salario futuro e l’8 per cento di possibilità in più di trovare un lavoro”.
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Questo articolo è uscito sul numero 1395 di Internazionale, a pagina 100. Compra questo numero | Abbonati