L’ong Human rights watch ha esortato il governo di Tripoli a indagare sulle fosse comuni scoperte negli ultimi sette mesi nella città di Tarhuna, ottanta chilometri a sudest della capitale, dove sono stati trovati 120 cadaveri, gli ultimi quattro il 9 gennaio, riporta Libya Observer. “Le fosse comuni”, spiega la Bbc, “sono la tremenda eredità del regno di terrore imposto per quasi otto anni da una famiglia locale, i Kani, e dalla loro milizia”. Sono venute alla luce dopo che le forze fedeli al comandante Khalifa Haftar, uomo forte dell’est della Libia, hanno lasciato Tarhuna. Nel paese è in vigore dalla fine di ottobre una fragile tregua.

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Questo articolo è uscito sul numero 1392 di Internazionale, a pagina 32. Compra questo numero | Abbonati