Prima dell’assalto al parlamento degli Stati Uniti lanciato dai sostenitori del presidente Donald Trump il 6 gennaio per interrompere la ratifica dell’elezione di Joe Biden c’erano stati molti avvertimenti sul rischio di violenze. Nei forum di destra si parlava di occupare l’edificio, ammanettare i politici e introdurre armi. Lo stesso Trump aveva scritto su Twitter: “Siateci e scatenatevi”. Gli avvertimenti, tra cui un rapporto dell’Fbi su una “possibile guerra” in Campidoglio, sono stati ignorati.

Ora resta da capire se i vertici delle forze dell’ordine che hanno fallito così miseramente il 6 gennaio abbiano finalmente deciso di prendere sul serio la minaccia rappresentata da questi estremisti e stiano preparando adeguate misure di sicurezza per la cerimonia d’insediamento di Biden, in programma il 20 gennaio.

Dopo le preoccupazioni espresse dalla sindaca di Washington, è stato annunciato che altri diecimila soldati della guardia nazionale si aggiungeranno ai seimila già presenti nella capitale. È una decisione prudente, dato che alcuni sostenitori di Trump sembrano intenzionati a fare in modo che l’assalto al congresso non resti un episodio isolato. La polizia ha informato i parlamentari democratici di tre manifestazioni potenzialmente pericolose in programma in città nei prossimi giorni. Ma in tutto il paese si stanno organizzando proteste, che potrebbero prendere di mira i parlamenti dei singoli stati il 17 gennaio e culminare in una “marcia di un milione di miliziani” il 20 gennaio, quando Biden e la vicepresidente Kamala Harris presteranno giuramento.

I repubblicani che hanno messo in discussione la regolarità delle elezioni dovrebbero cogliere l’occasione per ammettere di essersi sbagliati e dichiarare pubblicamente che non c’è alcun dubbio su chi sia il legittimo presidente del paese.

Così come era importante che i deputati tornassero in parlamento la sera dell’attacco per certificare il risultato delle elezioni di novembre, è fondamentale che niente impedisca a Biden di prestare giuramento sulla scalinata dell’edificio. Speriamo – anzi, pretendiamo – che i leader degli Stati Uniti riconoscano la minaccia concreta rappresentata dal terrorismo interno bianco e trovino la determinazione e le risorse per metterlo sotto controllo ed eliminarlo. ◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1392 di Internazionale, a pagina 15. Compra questo numero | Abbonati