◆ In futuro i cicloni tropicali si muoveranno più lentamente, causando quindi più danni nelle aree che attraversano. Il rallentamento del moto delle tempeste è una possibile conseguenza della crisi climatica. La maggior parte degli studi condotti finora ha analizzato la velocità dei venti che ruotano intorno all’occhio del ciclone, velocità che ne determina la forza. Meno attenzione è stata dedicata a quella, molto più bassa, con cui le tempeste si muovono. Anche questo parametro è molto importante perché determina la quantità di pioggia che cade su una regione. Per esempio, l’uragano Dorian, passato sulle Bahamas nel settembre del 2019, aveva un’intensità 5, la più alta, con venti superiori ai 350 chilometri all’ora, mentre la velocità di spostamento era di due chilometri all’ora.

Un’équipe di ricerca, in uno studio pubblicato su Science Advances, ha scoperto che la velocità di spostamento dei cicloni si è ridotta negli ultimi decenni, tra il 1951 e il 2010. La minore
velocità non ha una causa evidente e potrebbe anche essere casuale. Ma i ricercatori hanno messo a punto un modello per prevedere il movimento delle tempeste in futuro, includendo l’aumento delle temperature legato al cambiamento climatico. E questo ha stabilito che le alterazioni climatiche rallentano il moto delle tempeste. L’effetto potrebbe essere più evidente a latitudini come quelle di
New York e del Giappone,
con un rallentamento fino
al 20 per cento.

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Questo articolo è uscito sul numero 1356 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati