È ormai chiaro che il modo in cui viaggiamo e usiamo i trasporti non sarà più lo stesso dopo la pandemia. Quello che ancora non sappiamo è quali cambiamenti saranno temporanei e quali permanenti. I voli in partenza dagli aeroporti europei si sono ridotti del 90 per cento. È solo un fenomeno passeggero? La forte richiesta di biglietti aerei per l’inverno suggerisce di sì. Al momento non ci sono dati simili sui viaggi in auto, ma la speranza è che la netta riduzione del traffico provocata dal virus non sarà annullata. Città come Milano e New York hanno già annunciato piani ambiziosi per modificare la viabilità in modo da aumentare gli spazi per i ciclisti e i pedoni.
Uno dei motivi è migliorare la qualità dell’aria, soprattutto nelle città, anche perché sembra che l’inquinamento sia un fattore rilevante nei decessi da covid-19. Incoraggiare le persone a camminare e andare in bicicletta è un altro obiettivo cruciale. Una popolazione più in forma è meno esposta a disturbi di ogni tipo, a cominciare da quelli respiratori. Da tempo i sostenitori del trasporto verde chiedono di riorganizzare lo spazio, per esempio creando nuove piste ciclabili e percorsi pedonali. I marciapiedi delle città sono piuttosto stretti, mentre le carreggiate occupano uno spazio due o tre volte superiore. Ma la necessità di mantenere le distanze rende inevitabile cambiare. Chi è costretto a spostarsi dovrà avere la possibilità di usare l’auto, ma il diritto di guidare non deve più avere la precedenza su quello di camminare o andare in bici in sicurezza.
Da molti punti di vista i mezzi pubblici restano preferibili alle auto, ma i pericoli associati al contatto con gli estranei in luoghi affollati rendono sensato spostare attenzione e risorse verso gli spostamenti a piedi, in scooter e in bici (pur promuovendo misure per rendere il trasporto pubblico più sicuro per i passeggeri e i lavoratori). Avere di nuovo la possibilità di muoversi liberamente è un traguardo importante. A un certo punto il traffico automobilistico e quello aereo aumenteranno. Ma il passaggio dai combustibili fossili alle energie pulite deve proseguire. Quando saranno cancellate le restrizioni le nuove opportunità di camminare e andare in bici, che sono state uno degli inattesi effetti collaterali della crisi, dovranno essere salvaguardate. ◆ as
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Questo articolo è uscito sul numero 1355 di Internazionale, a pagina 15. Compra questo numero | Abbonati