Dal 2015 Karl Mancini racconta il femminicidio e la violenza contro le donne nel mondo. Attraverso le storie delle vittime, delle sopravvissute e le battaglie dei movimenti femministi
Raquel, 18 anni, sul tetto di una casa nella favela Menino Chorão a Campinas, nel sudest del Brasile. Fa parte del comitato di sicurezza e sorveglianza creato da doña Carmen per proteggere le donne della favela dalle violenze.
Dal 2015 Karl Mancini racconta il femminicidio e la violenza contro le donne nel mondo. Attraverso le storie delle vittime, delle sopravvissute e le battaglie dei movimenti femministi
Il reato di femminicidio in Argentina è stato introdotto nel codice penale nel 2012 ed è punito con l’ergastolo. Ma la violenza di genere è ancora molto diffusa nel paese, dove ogni trenta ore viene uccisa una donna, senza distinzione di classe sociale. Nel 2017 ci sono stati 251 femminicidi, il 93 per cento dei quali commessi da un parente o dal partner della vittima, e l’80 per cento nel posto in cui la vittima viveva.
Il problema è molto comune nelle villas miserias, le zone più povere alle periferie delle grandi città, dove il tasso di criminalità è alto. Da qui molte ragazze vanno via per sfuggire agli abusi domestici e finiscono per diventare vittime del traffico di esseri umani o di sfruttatori della prostituzione. La polizia spesso non fa indagini e c’è molta corruzione.
Dal 2015 il fotografo italoargentino Karl Mancini porta avanti il progetto Ni una menos _sul femminicidio e la violenza contro le donne. “Il mio obiettivo è raccontare il fenomeno attraverso le storie delle donne che hanno subìto aggressioni e sono sopravvissute, quelle dei familiari che hanno perso una parente, e le battaglie dei movimenti femministi nati per proteggere le vittime, come Ni una menos, nato a Buenos Aires nel 2015”, spiega Mancini, che ha cominciato il suo lavoro in Argentina e ha poi continuato in Brasile, Cile, Bolivia, Paraguay e Italia. ◆adr_
doña Carmen (con la maglietta bianca) insieme ad altre donne del comitato di sicurezza.
Maira Giménez, 19 anni, davanti alla casa della zia a Villa Fiorito, nella provincia di Buenos Aires. Giménez studia e lavora in una mensa per poveri. Vive a Villa Fiorito da quando aveva cinque anni insieme alla madre, al patrigno e ai fratelli. Il patrigno abusava di lei e della sorella e picchiava i fratelli. Dopo la morte della madre, nel 2013, la sorella maggiore ha avuto una relazione con il patrigno e i fratelli hanno cominciato a consumare il paco, conosciuto come “la droga dei poveri” perché ottenuto dagli scarti della cocaina miscelati con altre sostanze. Nel 2016 Giménez ha perso la sua casa in un incendio.
una manifestazione dell’associazione Mumala, che si batte per i diritti delle donne, prima della marcia organizzata da Ni una menos davanti al consiglio nazionale delle donne a Buenos Aires, il 3 giugno 2017.
Adriana Toporovskaia, 55 anni, con le tre figlie nella sua casa di Morón, nella provincia di Buenos Aires. La donna è stata picchiata e minacciata di morte dall’ex compagno Gustavo Melnec, che lei ha denunciato più volte alla polizia. Nel 2016 Melnec ha tentato di strangolarla davanti alle figlie. Toporovskaia, che ha un tumore al cervello, vive per lo più chiusa in casa per paura di incontrarlo.
la Ruta 12, la strada che collega l’Argentina e il Paraguay. È il percorso più usato dai trafficanti di esseri umani e per la prostituzione.
Karina Abregu, 42 anni, con il figlio Siro a San Antonio de Padua, Argentina. Dopo undici anni di violenza domestica, il compagno alcolista le ha dato fuoco. Oggi le ferite non le permettono di lavorare e non riceve sussidi statali. La sorella ha lanciato la campagna Justicia por Karina per raccogliere fondi.
Abril e Soledad, 11 anni, a Rawson, nella provincia argentina di Chubut. Entrambe sono state vittime di abusi sessuali nell’ambiente domestico.
Luis Bogarin Ortiz abbraccia la figlia Lucía di 17 anni nella sua casa a Cartel V, Argentina. Lucía e la sorella Belen di 16 anni sono state vittime di traffico di esseri umani per sfruttamento sessuale. Ora sono ricoverate in un centro di riabilitazione per la dipendenza da droghe.
Karl Mancini _ è nato nel 1978. Il suo progetto Ni una menos _ è ancora in corso.
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