Il Brasile è il primo produttore ed esportatore mondiale di carne bovina e il secondo di carne di pollo. Ma è anche tra i principali venditori di carne halal, cioè la carne macellata secondo le prescrizioni della religione islamica: il
paese sudamericano la esporta in ventidue stati a maggioranza musulmana, per un totale di due milioni di tonnellate all’anno. Molti esperti ritengono che la produzione possa aumentare. Secondo alcune stime, le esportazioni brasiliane nel settore potrebbero crescere del 60 per cento entro il 2020.
A ottobre il Brasile ha vinto un contenzioso contro l’Indonesia presso l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto): il paese asiatico adottava misure restrittive del commercio internazionale e in particolare ostacolava le importazioni di pollo brasiliano. Con questa vittoria per il Brasile si sono aperte le porte di un mercato di 250 milioni di abitanti. “Vendiamo prodotti halal a molti paesi musulmani, come Malesia e Arabia Saudita”, sottolinea Carlos Cozendey, sottosegretario agli esteri con delega agli affari economici e finanziari. “Non tutti richiedono la stessa certificazione per il commercio di prodotti halal, ma il Brasile è in grado di soddisfare varie esigenze”.
La macellazione halal segue un rituale rigidamente regolamentato dalle istituzioni islamiche, a partire dal trasferimento dell’animale. Il macellaio dev’essere musulmano e pronunciare frasi sacre durante il sacrificio, compiuto in condizioni di rigorosa sicurezza sanitaria. La sequenza, descritta nel Corano, è probabilmente sconosciuta alla maggior parte dei brasiliani, ma è eseguita in più di 150 strutture (la camera di commercio arabo-brasiliana sostiene che il 90 per cento delle celle frigorifere brasiliane è abilitato alla macellazione halal).
Il Brasile è entrato in questo settore alla fine degli anni settanta per soddisfare il piccolo mercato interno. Ma a partire dal 2002 i produttori brasiliani hanno capito l’immenso potenziale mondiale della carne halal. “I piccoli e medi produttori hanno puntato la loro attenzione sul Medio Oriente. Stiamo parlando dei consumi di ottocento milioni di persone”, ricorda Tamer Mansour, esperto di questioni strategiche della camera di commercio arabo-brasiliana. “Ma se pensiamo al mercato islamico nel suo complesso arriviamo a 1,6 miliardi di persone che consumano carne halal”.
Nuove opportunità
Oggi in Brasile ci sono diversi istituti che certificano la carne halal. L’obiettivo è introdurre una gamma più varia di prodotti alimentari con questa certificazione. La camera di commercio arabo-brasiliana spera che i grandi eventi in Medio Oriente in programma nei prossimi anni, come l’Expo 2022 a Dubai o i Mondiali di calcio in Qatar, aprano nuove opportunità. I mercati più interessanti sono l’Egitto, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, spiega Ali Saifi, direttore esecutivo della società di certificazione Cdial Halal. “Penso che nessun altro paese potrebbe soddisfare il mercato come facciamo noi. Abbiamo cittadini di religione islamica, società di certificazione riconosciute nel mondo musulmano e il sostegno delle istituzioni islamiche”, afferma Saifi. “Il settore è destinato a espandersi e credo che il Brasile sia il paese più attrezzato per soddisfare la domanda”.
Saifi aggiunge che i brasiliani stanno dimostrando una grande apertura verso un settore che in altri paesi incontra barriere culturali, a cominciare dall’Europa. I brasiliani non sono chiusi, a differenza di altri popoli che non vogliono osservare certe regole o considerano l’halal una procedura inadeguata. “Molte di queste persone non capiscono il problema della religiosità e l’importanza che ha per i musulmani. Dobbiamo sfruttare questo vantaggio”, spiega.
Mansour pensa che, per vincere questa sfida, il Brasile abbia bisogno di aumentare il numero delle società di certificazione e avviare un progetto di formazione insieme ai produttori. Il potenziale del mercato islamico è ancora ignorato da molte persone. “Per eseguire la macellazione halal ci vuole manodopera specializzata e musulmana. Effettivamente trovare il personale adatto è un problema”, sottolinea. “Ma senza dubbio il Brasile sta diventando uno dei leader mondiali nella produzione di carne halal”. ◆ as
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Questo articolo è uscito sul numero 1235 di Internazionale, a pagina 123. Compra questo numero | Abbonati