Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà d’urgenza il 31 marzo dopo l’uccisione di tre caschi blu indonesiani nel sud del Libano, mentre Israele ha annunciato la morte di quattro soldati israeliani.
In totale, dall’inizio dell’offensiva israeliana in Libano, il 2 marzo, sono morti dieci soldati israeliani.
L’esercito israeliano, che sta conducendo massicci bombardamenti sul Libano e un’operazione di terra nel sud del paese, ha affermato di aver identificato tre soldati di una brigata di ricognizione morti in combattimento il 30 marzo e ha aggiunto che è stato ucciso un quarto soldato, senza fornire ulteriori dettagli.
Il giorno prima aveva riferito della morte di un altro soldato, pochi giorni dopo aver ricevuto dal primo ministro Benjamin Netanyahu l’ordine di ampliare la “zona di sicurezza israeliana” nel sud del paese.
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La riunione del Consiglio di sicurezza è stata indetta dalla Francia dopo la morte di tre caschi blu indonesiani nel sud del Libano.
L’Unifil (Forza d’interposizione delle Nazioni Unite in Libano) ha affermato di aver avviato un’inchiesta dopo che due caschi blu indonesiani sono rimasti uccisi “in un’esplosione d’origine sconosciuta che ha distrutto il veicolo su cui viaggiavano vicino a Bani Hayyan”, al confine con Israele. Altri due caschi blu sono rimasti feriti, secondo un comunicato pubblicato il 30 marzo.
L’Unifil, presente nel sud del Libano dal 1978, data della prima invasione israeliana, aveva annunciato in precedenza la morte di un altro casco blu indonesiano in circostanze simili il 29 marzo.
“Tutte le parti in conflitto devono rispettare il diritto internazionale umanitario e garantire la sicurezza del personale delle missioni di pace”, ha affermato il 31 marzo il ministero della difesa indonesiano.
Anche l’esercito israeliano ha annunciato l’apertura di un’inchiesta. “L’obiettivo è chiarire le circostanze di questi episodi e stabilire se siano la conseguenza di azioni di Hezbollah o dell’esercito israeliano”, ha dichiarato su Telegram.
Il Libano è stato coinvolto nella guerra scatenata da Israele e dagli Stati Uniti contro l’Iran dopo che il 2 marzo il gruppo filoiraniano Hezbollah aveva lanciato degli attacchi contro Israele per vendicare l’uccisione della guida suprema iraniana Ali Khamenei.
Da allora, secondo l’ultimo bilancio fornito dal ministero della salute libanese, l’offensiva israeliana ha causato più di 1.200 morti e 3.600 feriti.
Dopo la morte dei soldati dell’Unifil, composta da circa 8.200 militari provenienti da 47 paesi, il ministero degli esteri francese ha denunciato “episodi molto gravi” e segnalato inoltre “atti d’intimidazione compiuti dai soldati israeliani nei confronti del contingente francese dell’Unifil nella zona di Naqura”, sulla costa meridionale del Libano.
Anche il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato gli attacchi contro l’Unifil.
L’esercito libanese, che sta cercando di non farsi coinvolgere nel conflitto tra Israele ed Hezbollah, ha invece riferito dell’uccisione di un soldato il 30 marzo vicino a Tiro, denunciando “un’aggressione israeliana contro una postazione militare”.