L’indice di libertà negli Stati Uniti ha raggiunto il minimo storico, ha affermato il 19 marzo l’ong statunitense Freedom house, che ha denunciato una deriva autoritaria sotto la presidenza di Donald Trump.

Secondo l’ong impegnata nella difesa della libertà, con sede a Washington, nel 2025 la libertà nel mondo è diminuita per il ventesimo anno consecutivo.

Gli Stati Uniti hanno mantenuto la qualifica di “paese libero”, ma sono scesi a 81 punti su 100, il dato più basso da quando sono cominciate le rilevazioni, nel 2002.

Questo punteggio colloca gli Stati Uniti allo stesso livello del Sudafrica e al di sotto di molti alleati europei, della Corea del Sud e di Panamá.

Freedom house, che riceve finanziamenti federali, pubblica ogni anno un rapporto per valutare il grado di democrazia e di tutela dei diritti civili nel mondo.

Di recente l’amministrazione Trump ha però ridotto i finanziamenti, non considerando più la difesa della libertà una priorità.

“Il declino della libertà negli Stati Uniti dipende dalla sottomissione del potere legislativo al potere esecutivo, dalle crescenti pressioni esercitate sulla capacità dei cittadini di esprimersi liberamente e dall’indebolimento della lotta alla corruzione”, ha spiegato Freedom house.

Dal suo ritorno alla Casa Bianca più di un anno fa, Trump ha ordinato la chiusura di importanti agenzie governative e schierato in molte zone del paese agenti antimmigrazione armati e con il volto coperto.

Gli Stati Uniti hanno perso tre punti rispetto al 2025, un calo registrato solo da un altro paese “libero”, la Bulgaria, dove le elezioni del 2024 sono state caratterizzate da accuse di brogli.

Finlandia in testa

In totale, solo il 21 per cento della popolazione mondiale vive in paesi classificati come “liberi”.

“Negli ultimi vent’anni i paesi declassati sono stati molti di più di quelli passati a una categoria superiore”, ha osservato Cathryn Grothe, analista di Freedom House e coautrice del rapporto.

“Purtroppo il mondo sta diventando sempre meno libero”, ha aggiunto.

La nota positiva è che tre paesi – Bolivia, Malawi e Fiji – sono passati dalla categoria “parzialmente liberi” a quella di “liberi”.

L’unico paese che ha un punteggio di cento è la Finlandia, mentre l’unico con un punteggio di zero è il Sud Sudan (l’Italia è a 87, ndr).