Il 12 marzo gli Stati Uniti hanno autorizzato temporaneamente, per trenta giorni, l’acquisto di petrolio russo stoccato in mare, alleggerendo di fatto le sanzioni. Il segretario del tesoro statunitense Scott Bessent l’ha definito un passo necessario per stabilizzare i mercati energetici globali, scossi dalla guerra in Iran.

Secondo l’inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev, la misura permetterà di vendere cento milioni di barili di greggio russo, pari a quasi un giorno di produzione globale.

Lo scopo della decisione, il secondo alleggerimento delle sanzioni statunitensi per la guerra in Ucraina in poco più di una settimana, è contenere i prezzi globali del petrolio, che si sono impennati a causa degli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran e del conseguente blocco del trasporto marittimo attraverso lo stretto di Hormuz.

La licenza rilasciata da Washington autorizza, fino all’11 aprile, la vendita di greggio e prodotti petroliferi russi caricati sulle navi entro il 12 marzo.

La misura riflette la preoccupazione della Casa Bianca che l’aumento dei prezzi del petrolio possa danneggiare le imprese e i consumatori statunitensi, con conseguenze negative sulle elezioni di metà mandato del prossimo novembre.

“L’aumento dei prezzi del petrolio è un problema temporaneo che si tradurrà in un enorme beneficio per il nostro paese e per la nostra economia nel lungo periodo”, ha dichiarato Bessent, facendo eco a precedenti affermazioni del presidente Donald Trump.

La decisione di Washington potrebbe però minare gli sforzi degli alleati dell’Ucraina, e in particolare degli stati europei, per privare la Russia di entrate fondamentali per finanziare la guerra.

L’11 marzo la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si era detta contraria a qualunque alleggerimento delle sanzioni contro la Russia per contenere i prezzi del petrolio.

Il 13 marzo il ministro britannico dell’energia Michael Shanks ha dichiarato alla Bbc che Londra non alleggerirà le sanzioni contro la Russia, sottolineando che la guerra in Ucraina “è in un momento critico”.

L’alleggerimento delle sanzioni è arrivato dopo la telefonata del 9 marzo tra Trump e il presidente russo Vladimir Putin, e la successiva visita negli Stati Uniti di Dmitriev per discutere della crisi energetica causata dalla guerra in Iran.

“In un contesto di crisi energetica globale, un alleggerimento delle sanzioni sul petrolio russo è inevitabile, nonostante le resistenze dei burocrati di Bruxelles”, ha dichiarato Dmitriev su Telegram il 13 marzo.

Il 5 marzo Washington aveva già autorizzato l’India ad acquistare, per trenta giorni, il petrolio russo stoccato in mare.