Il 22 febbraio il Messico è stato sconvolto da un’ondata di violenze dopo l’uccisione del capo di uno dei principali cartelli della droga messicani durante un’operazione militare condotta con il sostegno degli Stati Uniti.

Almeno otto dei 32 stati messicani hanno sospeso le lezioni in presenza e il potere giudiziario ha autorizzato la chiusura dei tribunali, mentre la presidente Claudia Sheinbaum ha lanciato un appello alla calma.

Nemesio Oseguera, soprannominato El Mencho, 59 anni, era considerato l’ultimo dei grandi narcotrafficanti messicani ancora in libertà dopo l’arresto dei fondatori del cartello di Sinaloa, Joaquín Guzmán (El Chapo) e Ismael Zambada (El Mayo), incarcerati negli Stati Uniti.

Capo del cartello Jalisco nueva generación, El Mencho era ricercato in Messico e negli Stati Uniti, che avevano offerto fino a 15 milioni di dollari per la sua cattura.

“Gli Stati Uniti hanno fornito al governo messicano supporto in materia d’intelligence, contribuendo all’operazione in cui Nemesio ‘El Mencho’ Oseguera è stato eliminato”, ha confermato sul social network X la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.

Il presidente Donald Trump ha fatto della lotta al narcotraffico una priorità e ha più volte chiesto a Sheinbaum di permettere a Washington d’inviare forze statunitensi per combattere i cartelli messicani, una proposta che lei ha sempre respinto.

El Mencho, rimasto ferito durante un’operazione militare nella località di Tapalpa, nello stato occidentale di Jalisco, è deceduto poco dopo durante il trasferimento in aereo verso Città del Messico.

In totale, sette narcotrafficanti sono stati uccisi e tre soldati sono rimasti feriti. Le forze di sicurezza hanno arrestato due narcotrafficanti e sequestrato molte armi, tra cui dei lanciarazzi in grado di abbattere aerei e distruggere veicoli blindati.

In risposta all’operazione, presunti affiliati del cartello hanno scatenato un’ondata di violenze in almeno venti stati del paese.

Uomini armati hanno bloccato molte strade nello stato di Jalisco, incendiando automobili e camion.

Washington ha reagito invitando i cittadini statunitensi presenti in varie zone del Messico a “tenersi al riparo fino a nuovo ordine”, mentre le compagnie aeree nordamericane hanno cancellato decine di voli diretti verso il paese.

Secondo le autorità messicane, la sera del 22 febbraio quasi il 90 per cento dei 229 blocchi stradali segnalati nel paese era stato rimosso.

Il cartello Jalisco nueva generación, fondato da El Mencho nel 2009, era stato inserito nel 2025 dagli Stati Uniti nella loro lista delle organizzazioni terroristiche, dopo essere stato accusato d’introdurre nel paese cocaina, eroina, metanfetamine e fentanil.

Secondo i dati ufficiali, dal 2006 le violenze legate alle attività dei cartelli della droga hanno causato più di 450mila morti in Messico, mentre più di centomila persone sono scomparse.