La corte suprema di Panamá ha revocato il 29 gennaio la concessione accordata alla Ck Hutchison, un’azienda di Hong Kong, per la gestione di due porti sul canale di Panamá, provocando la dura reazione di Pechino.

La decisione arriva in un momento in cui gli Stati Uniti stanno cercando di limitare l’influenza cinese sul canale di Panamá, attraverso il quale transita circa il 5 per cento del commercio marittimo mondiale.

Il 30 gennaio il presidente panamense José Raúl Mulino ha affermato che sono in corso dei contatti per affidare la gestione temporanea dei due porti all’azienda danese Maersk, colosso mondiale del trasporto marittimo.

“Dopo una fase iniziale di continuità, comincerà un periodo di transizione verso nuove concessioni a condizioni più favorevoli per il nostro paese”, ha spiegato Mulino.

Il presidente panamense aveva più volte definito “contrarie agli interessi nazionali” le concessioni in base alle quali la Ck Hutchison gestiva i porti situati alle due estremità del canale, quello di Cristóbal, lato oceano Atlantico, e quello di Balboa, lato oceano Pacifico.

Il 29 gennaio la corte suprema di Panamá ha definito “incostituzionali” le leggi in base alle quali l’azienda di Hong Kong gestiva le due infrastrutture.

La revoca delle concessioni era stata chiesta dalla corte dei conti panamense, che aveva presentato due ricorsi nel 2025.

“La Cina adotterà tutte le misure necessarie per difendere i diritti e gli interessi legittimi delle sue imprese”, ha dichiarato Guo Jiakun, portavoce del ministero degli esteri cinese, durante una conferenza stampa.

Anche l’esecutivo di Hong Kong ha affermato in un comunicato di “respingere con fermezza questa decisione”.

La Panama Ports Company (Ppc), filiale della Ch Hutchison, ha denunciato una revoca che “non ha alcuna base legale”.

La Ppc gestiva i porti di Cristóbal e Balboa dal 1997. Aveva ottenuto una prima concessione di 25 anni, prorogata per altrettanti nel 2021.

Costruito dagli Stati Uniti e inaugurato nel 1914, il canale di Panamá era passato sotto controllo panamense nel 1999, come previsto da un trattato bilaterale firmato all’epoca del presidente statunitense Jimmy Carter (1977-1981).

Al suo ritorno alla Casa Bianca, Donald Trump aveva minacciato più volte di riprendere il controllo del canale, sostenendo che fosse sottoposto all’influenza di Pechino. Aveva anche chiesto a Panamá condizioni più favorevoli per il passaggio delle navi statunitensi.

Nel marzo scorso la Ck Hutchison aveva accettato di cedere il controllo dei due porti a un conglomerato guidato dal fondo statunitense BlackRock, ma la transazione non era ancora stata finalizzata.