Il 14 gennaio nessun accordo è stato trovato durante un vertice ad alta tensione alla Casa Bianca sulla Groenlandia, a cui hanno partecipato i ministri degli esteri danese e groenlandese, mentre il 15 gennaio comincerà una missione militare europea nella grande isola artica, di cui il presidente statunitense Donald Trump vorrebbe impadronirsi.
Al termine del vertice, il ministro degli esteri danese Lars Løkke Rasmussen ha denunciato la volontà di Trump di “conquistare” la Groenlandia.
“Il presidente (che non era presente all’incontro, ndr) ha espresso chiaramente il suo punto di vista, ma noi abbiamo una posizione diversa”, ha dichiarato davanti alla stampa.
“Permane quindi un disaccordo fondamentale”, ha aggiunto, annunciando però la creazione di un “gruppo di lavoro di alto livello per cercare di trovare una soluzione”.
Løkke Rasmussen ha affermato che Copenaghen è pronta a “cooperare strettamente con gli Stati Uniti, purché sia una cooperazione rispettosa”.
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Il ministro degli esteri danese e la sua collega groenlandese Vivian Motzfeldt sono stati ricevuti alla Casa Bianca dal vicepresidente JD Vance e dal segretario di stato Marco Rubio.
“È stato un incontro molto intenso, ma si è svolto in un clima costruttivo”, ha dichiarato Motzfeldt.
“Abbiamo ottimi rapporti con la Danimarca e penso che troveremo una soluzione”, ha poi affermato Trump davanti alla stampa alla Casa Bianca. Poche ore prima aveva ribadito sul suo social network Truth Social che gli Stati Uniti “hanno bisogno della Groenlandia per ragioni di sicurezza nazionale. È essenziale per il Golden dome che stiamo costruendo”.
È la prima volta che il presidente statunitense collega il grande progetto per uno scudo spaziale antimissile al possesso del territorio autonomo danese.
Trump ha anche ribadito che gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per contenere l’avanzata della Russia e della Cina nell’Artico, e non ha escluso l’uso della forza per conquistarla.
Durante il vertice la Casa Bianca ha pubblicato sul social network X un disegno raffigurante due slitte trainate da cani, con due possibili destinazioni: gli Stati Uniti, rappresentati dalla Casa Bianca sotto un grande cielo blu, o la Cina e la Russia, rappresentate dalla Grande muraglia cinese e dalla Piazza Rossa immerse nell’oscurità.
La Groenlandia, territorio Nato, non è minacciata da interessi cinesi, ha replicato Løkke Rasmussen davanti alla stampa.
Nel tentativo di placare Washington, Copenaghen si è impegnata a rafforzare la sua presenza militare in Groenlandia e a dialogare con la Nato per rafforzare la presenza degli alleati nell’Artico.
In precedenza aveva ricordato di aver investito nell’ultimo anno circa 90 miliardi di corone (12 miliardi di euro) per la sicurezza nell’Artico.
Trump ha però continuato a ridicolizzare gli sforzi danesi. Il 14 gennaio ha affermato ancora una volta che “due slitte trainate da cani non bastano per difendere la Groenlandia dalla Russia o dalla Cina”.
Intanto, il 14 gennaio Francia, Svezia, Germania e Norvegia hanno annunciato che invieranno dei militari sull’isola per una missione di ricognizione che, secondo quanto precisato da una fonte del ministero della difesa francese, rientra nell’ambito dell’esercitazione danese Arctic endurance.
“I primi militari francesi sono già partiti. Altri seguiranno”, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron su X.
“L’obiettivo è sostenere la Danimarca nel rafforzamento della sicurezza nella regione, per esempio nel campo della sorveglianza marittima”, ha spiegato il ministero della difesa tedesco.
La missione di ricognizione si svolgerà dal 15 al 17 gennaio, ha precisato, aggiungendo che la squadra tedesca sarà composta da 13 militari.