Donald Trump sta valutando l’acquisto della Groenlandia, ha dichiarato il 7 gennaio la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, che non ha però escluso l’opzione militare per ottenere questo territorio semiautonomo della Danimarca, che ha sempre affermato di non essere in vendita.
“Il presidente e il suo team di sicurezza nazionale ne stanno discutendo attivamente”, ha affermato Leavitt durante una conferenza stampa.
I piani statunitensi suscitano preoccupazione tra gli alleati europei, che si preparano a rispondere a eventuali intimidazioni, secondo quanto dichiarato il 7 gennaio dal ministro degli esteri francese Jean-Noël Barrot.
|
Iscriviti a Americana |
Cosa succede negli Stati Uniti. A cura di Alessio Marchionna. Ogni domenica.
|
| Iscriviti |
|
Iscriviti a Americana
|
|
Cosa succede negli Stati Uniti. A cura di Alessio Marchionna. Ogni domenica.
|
| Iscriviti |
In risposta a una domanda su quali sarebbero i vantaggi per Washington, considerando che i trattati esistenti consentono già una presenza militare statunitense in Groenlandia, la portavoce ha sottolineato che gli obiettivi sono “un maggiore controllo sulla regione artica” e “garantire che la Cina, la Russia e altri avversari non portino avanti politiche aggressive in quest’area strategica”.
In mattinata il segretario di stato Marco Rubio aveva annunciato che la prossima settimana avrebbe incontrato dei funzionari danesi per discutere della questione.
La ministra degli esteri groenlandese Vivian Motzfeldt ha dichiarato che saranno presenti all’incontro anche rappresentanti della Groenlandia.
Secondo Motzfeldt, l’incontro sarà l’occasione per normalizzare le relazioni con Washington.
La grande isola, con il sostegno della Danimarca, ha più volte affermato di non essere in vendita e di voler decidere autonomamente il proprio futuro.
Il 6 gennaio Leavitt aveva affermato che Trump stava valutando la possibilità di un intervento militare per acquisire la Groenlandia, suscitando forte indignazione in Europa.
“Tutte le opzioni sono ancora sul tavolo”, ha confermato il 7 gennaio, senza escludere l’opzione militare.
In mattinata Rubio aveva espresso un concetto simile: “Se il presidente identifica una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, può ovviamente affrontarla con mezzi militari”.
“Non condividiamo l’idea che la Groenlandia sia minacciata dalla Russia e dalla Cina”, ha affermato il ministro degli esteri danese Lars Løkke Rasmussen.
Nell’ultimo anno la Danimarca ha investito molto nella sicurezza artica, stanziando circa 90 miliardi di corone (1,2 miliardi di euro).
La premier danese Mette Frederiksen ha avvertito che, essendo la Danimarca, compresa la Groenlandia, membro della Nato, un attacco statunitense sarebbe “la fine di tutto”, e in particolare dell’ordine internazionale uscito dalla seconda guerra mondiale.
Anche Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito hanno espresso il loro sostegno a Copenaghen.