Il 22 agosto la giustizia tailandese ha assolto l’ex primo ministro Thaksin Shinawatra, fondatore di una dinastia politica al centro della vita politica del paese da più di vent’anni, dalle accuse di lesa maestà.
“Il tribunale ha respinto le accuse, considerando insufficienti le prove”, ha dichiarato alla stampa il suo avvocato, Winyat Chatmontree.
Uscendo dal tribunale con un sorriso, Thaksin si è limitato a dire che il caso, basato su alcune dichiarazioni riportate da un giornale sudcoreano nel 2015 sul colpo di stato che l’anno precedente aveva rovesciato il governo della sorella Yingluck Shinawatra, era stato “archiviato”.
L’Afp non è autorizzata a riportare nel dettaglio le dichiarazioni attribuite all’ex premier o rischierebbe d’incorrere a sua volta nella dura legge tailandese sul reato di lesa maestà, che punisce qualunque critica al re Maha Vajiralongkorn e alla sua famiglia.
Thaksin, 76 anni, rischiava una condanna fino a quindici anni di prigione.
Iscriviti a In Asia |
Cosa succede in Asia e nel Pacifico. A cura di Junko Terao. Ogni sabato.
|
Iscriviti |
Iscriviti a In Asia
|
Cosa succede in Asia e nel Pacifico. A cura di Junko Terao. Ogni sabato.
|
Iscriviti |
La sentenza arriva mentre la figlia, Paetongtarn Shinawatra, sospesa da luglio dalle funzioni di premier, è sotto processo con l’accusa di aver violato gli “standard etici” richiesti dalla costituzione per ricoprire l’incarico. In particolare, Paetongtarn è accusata di aver gestito in modo inadeguato la recente crisi con la vicina Cambogia.
Una sentenza sfavorevole infliggerebbe un duro colpo al clan Shinawatra, che ha dato alla Thailandia tre primi ministri in vent’anni.
“Ma sono convinto che Thaksin resterà in politica anche se la destituzione della figlia sarà confermata”, ha dichiarato all’Afp l’analista politico Yuttaporn Issarachai.
Il clan Shinawatra ha costituito per anni un contrappeso all’establishment conservatore basato sulla monarchia e l’esercito. In opposizione al clan negli anni ci sono stati due colpi di stato, manifestazioni di massa, alcune delle quali represse nel sangue, e una serie di procedimenti giudiziari.
Capo del governo dal febbraio 2001, Thaksin era stato destituito nel 2006 in seguito a un colpo di stato militare, e aveva lasciato il paese. Era tornato in Thailandia nell’agosto 2023, quando il suo partito, il Pheu thai, aveva assunto la guida di una coalizione di governo con il sostegno dei suoi ex avversari conservatori.
Prima di rientrare nel paese Thaksin era stato condannato a otto anni di prigione per corruzione e abuso di potere.
Ma a causa di problemi di salute aveva scontato la pena in un ospedale gestito dalla polizia, prima di essere liberato in anticipo nel febbraio 2024.
Secondo un collettivo di avvocati tailandesi per i diritti umani, negli ultimi cinque anni più di 280 persone sono state perseguite nel paese per lesa maestà.