Il 22 agosto il governo colombiano ha mobilitato l’esercito dopo la morte il giorno prima di diciotto persone – sei civili e dodici poliziotti – in due attacchi condotti da gruppi armati.

L’escalation arriva a un anno dalle elezioni presidenziali e pochi giorni dopo la morte, l’11 agosto, del principale candidato della destra, Miguel Uribe, in seguito a un attentato.

Nel pomeriggio del 21 agosto un camion-bomba è esploso vicino a una base aerea a Cali, nel sudovest del paese, causando almeno sei morti e sessanta feriti. Il sindaco Alejandro Eder ha denunciato un “attacco narcoterroristico” e chiesto la “militarizzazione” della città.

Il ministro della difesa Pedro Sánchez ha attribuito l’attentato all’Estado mayor central (Emc), un gruppo dissidente degli ex ribelli delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), che nel 2016 avevano firmato un accordo di pace con il governo. Sánchez ha denunciato un “attacco ingiustificabile contro i civili”.

Secondo il presidente di sinistra Gustavo Petro, l’attentato è la risposta dell’Emc a un’operazione condotta dall’esercito in un’area isolata del canyon del Micay, nota per la produzione di cocaina.

“Stiamo affrontando una mafia internazionale dotata di bande armate”, ha dichiarato Petro.

Il comandante delle forze armate Hugo López ha spiegato che l’esercito ha rafforzato la sua presenza a Cali, mentre la procura ha annunciato l’arresto di due uomini coinvolti nell’attentato.

Attacco a elicottero della polizia

In precedenza, la mattina del 21 agosto, a circa 150 chilometri da Medellín, nel nordovest del paese, alcuni scontri e un attacco con i droni contro un elicottero impegnato in un’operazione antidroga hanno causato molte vittime.

Gli attacchi hanno causato la morte di dodici poliziotti, ha dichiarato Andrés Julián Rendón, governatore del dipartimento di Antioquia.

Sono stati attribuiti al gruppo Calarca, nato da una scissione dell’Emc, che porta il nome di battaglia del suo leader.

All’inizio del suo mandato il presidente Petro aveva cercato di avviare dei negoziati di pace con i gruppi armati attivi in Colombia, senza ottenere grandi risultati.

Nel 2023 l’Emc aveva accettato di partecipare ai negoziati, ma il suo leader, Iván Mordisco, aveva ritirato la delegazione un anno dopo.