Il 4 agosto la Corea del Sud ha dichiarato di aver rimosso gli altoparlanti usati per diffondere il K-pop e le notizie di propaganda al Nord, mentre la nuova amministrazione di Seoul cerca di allentare le tensioni con il paese vicino.

I due paesi, ancora in guerra, hanno interrotto le trasmissioni di propaganda lungo la zona demilitarizzata, ha dichiarato l’esercito di Seoul a giugno dopo l’elezione del presidente Lee Jae Myung.

Anche Pyongyang ha smesso di trasmettere rumori lungo il confine, che erano diventati un problema per gli abitanti della Corea del Sud.

“A partire da oggi, i militari hanno cominciato a rimuovere gli altoparlanti”, ha dichiarato Lee Kyung-ho, portavoce del ministero della difesa della Corea del Sud.

“Si tratta di una misura pratica volta ad allentare le tensioni con il Nord, a condizione che tali azioni non compromettano lo stato di preparazione delle forze armate”.

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Tutti gli altoparlanti installati lungo il confine saranno smantellati entro la fine della settimana. Non è stato comunicato il numero di apparecchi da rimuovere, ma un rapporto dell’agenzia di stampa Yonhap ha detto che sono circa venti.

Le foto diffuse dal ministero mostrano soldati che indossano giubbotti antiproiettile, mentre smantellano gli altoparlanti.

Il presidente Lee Jae-myung, eletto dopo che il suo predecessore è stato deposto in seguito alla dichiarazione della legge marziale, ha ordinato all’esercito di interrompere le trasmissioni nel tentativo di “ripristinare la fiducia”.

Dopo l’insediamento all’inizio di giugno Lee Jae-myung ha promesso di contattare Pyongyang, sostenendo che “a qualunque costo, la pace è preferibile alla guerra”.

Il suo predecessore, che ha mantenuto una linea dura nei confronti di Pyongyang, aveva cominciato a trasmettere K-pop e notiziari in risposta a una serie di palloncini pieni di spazzatura inviati a sud da Pyongyang.

Nonostante le aperture diplomatiche del Sud, il Nord ha respinto l’idea di continuare il dialogo con il vicino. Lee Jae-myung, da parte sua, vuole un dialogo transfrontaliero senza precondizioni.

I due paesi rimangono tecnicamente in guerra, poiché la guerra di Corea del 1950-1953 si è conclusa con un armistizio e non con un trattato di pace.