Questo articolo è stato pubblicato il 19 luglio 2018 nel numero 1009 di Internazionale.
Secondo Wikipedia, l’aeroporto internazionale di Tampa, nella contea di Hillsborough, in Florida, è un aeroporto pubblico a sei miglia dal centro della città. È anche il posto da cui, un paio di volte al mese, Jimmy Wales va e viene in classe turistica quando fa visita alla figlia di 12 anni, Kira. Il nome è quello della protagonista del romanzo anticomunista di Ayn Rand, Noi vivi.
Kira vive con l’ex moglie di Wales in una casa stile ranch non lontano dalla strada commerciale in cui Wales, insieme a un gruppetto di colleghi con cui quasi non parla più, gestiva Wikipedia una decina di anni fa. Oggi il posto dove è nata una delle innovazioni che più hanno cambiato la nostra vita da quando esiste internet è diventato un’agenzia di spedizioni espresse con la tenda rossa sbiadita.
Questa era la vecchia vita di Wales. Nella nuova, invece, il fondatore di Wikipedia abita a Londra con la terza moglie, Kate Garvey. Garvey è stata segretaria di Tony Blair al numero 10 di Downing street e poi direttrice della Freud Communications, l’agenzia di pubbliche relazioni di Matthew Freud, pronipote di Sigmund e genero di Rupert Murdoch. Nel 2010 Blair ha scritto nelle sue memorie che Garvey gestiva i suoi impegni quotidiani “con il pugno di ferro ed era pronta a strizzare le palle a chiunque provasse a interferire”.
Garvey e Wales si sono sposati nell’ottobre del 2012 davanti a duecento invitati, tra cui i Blair, il consulente politico Alistair Campbell, Steve Hilton, ex braccio destro del premier britannico David Cameron, e il cantante dei Simply Red, Mick Hucknall. Nel suo brindisi, la damigella d’onore ha preso in giro Kate dicendo che aveva sposato l’unico imprenditore della rete famoso in tutto il mondo che non è diventato miliardario. Ma del matrimonio hanno parlato sia il Daily Mail sia il Sunday Times, con grande gioia di Wales. “Il Times mi ha messo in prima pagina”, ha commentato. Poi ha aperto il sito del Daily Mail sul suo MacBook e mi ha mostrato alcune foto del ricevimento. “Una cosa surreale”, ha detto.
Wales ha qualche difficoltà a conciliare la sua nuova vita a Londra con la vecchia. È apparso evidente la mattina in cui dovevo incontrarlo, lo scorso inverno. Avevamo appuntamento nell’atrio del palazzo dove ha preso in affitto un ufficio. È arrivato con la sua borsa Tumi marrone a tracolla, in ritardo di 45 minuti, arruffato e un po’ agitato. Aveva lasciato le chiavi dell’appartamento dove vive con Garvey nella casa di Tampa, e la tata era rimasta fuori con la bambina di due anni. Stava quasi per correre a casa, quando la sua assistente gli ha mandato un sms dalla Florida dicendo che l’amministratore del palazzo di Londra aveva fatto entrare la tata. Crisi rientrata.
Wales, che ha 46 anni, era rasato e indossava un pullover a collo alto troppo attillato sotto un cappotto nero, un look che può far pensare a Steve Jobs o a un’esibizionista in un negozio di elettronica. Ogni volta che lo incontri sembra una versione ben curata di una persona che ha passato tutta la notte davanti al computer. Dopo essersi ricomposto, mi ha spiegato che il suo ufficio era troppo in disordine per ricevere ospiti (“È solo una stanza con un divano, c’è un gran casino”). Quindi ci siamo seduti in un salottino al piano terra. Con i suoi tappeti orientali un po’ logori e le sedie pieghevoli scompagnate, aveva un’aria bohémien-chic che Wales, da bravo venditore della sua immagine, sembrava deliziato di mettere in mostra. L’edificio, che prima ospitava la Bbc, era destinato a essere demolito. Presto si sarebbe trasferito. “Non sono come quelli di Google”, ha detto.
Londra viene spesso definita come New York, Los Angeles e Washington messe insieme: il centro della finanza, dell’intrattenimento e della politica inglese. Ma della Silicon valley non si vedono tracce, e Wales è ben contento di riempire il vuoto. Prima di mostrarmi le foto del suo matrimonio, mi ha parlato della sua nuova amica, la modella inglese Lily Cole, che ha un ufficio dall’altra parte del corridoio. Poi ha ricevuto una telefonata dal Boston Consulting Group, una società di consulenza, per parlare del discorso che avrebbe tenuto al Forum economico mondiale.
Wales ha un cellulare cinese della Huawei che un amico gli ha comprato per 85 dollari a Nairobi. L’apparecchio, che mostra spesso ai giornalisti, è perfetto per propagandare il suo nuovo progetto di estendere Wikipedia alla telefonia mobile del mondo in via di sviluppo. Ma non lo è per partecipare a una videoconferenza internazionale. La linea è caduta varie volte. A un certo punto Wales ha suggerito di proseguire la riunione usando i messaggi, ma la proposta non è stata accolta.
Quando finalmente la conversazione è partita, sembrava distratto. Stava guardando sul portatile la pagina “talk” di Wikipedia, dove i volontari del sito discutono sulle voci. In quel momento era in corso un vivace dibattito sull’espulsione di alcuni redattori dell’edizione turca di Wikipedia. In pratica stava assistendo alla versione online di una rissa.
L’arbitro
Wikipedia è un’enciclopedia aperta: un sito che consente ai suoi utenti di creare, aggiungere e modificare i contenuti. Più di un milione di persone nel mondo ha scritto almeno una voce. Ma l’accuratezza e l’aggiornamento delle voci – che sono più di 24 milioni – dipendono da un esercito di oltre 80mila volontari noti come “la comunità”. Questa moltitudine di collaboratori sparsi in tutto il mondo dà vita a una geniale creazione collettiva, ma può anche scatenare momenti di isteria online e “guerre” tra redattori su dettagli come in quale categoria inserire l’hummus. “In Israele l’adorano, quindi perché non dovremmo metterlo nella categoria Cucina israeliana?”, ha scritto un volontario della comunità sulla pagina di Wikipedia chiamata Lamest edit wars (Le guerre di redazione più idiote). “O è semplicemente un piatto arabo che i sionisti hanno occupato illegalmente?”.
Ora che viaggia in tutto il mondo per tenere conferenze sulla libertà di parola e la libertà di internet, Wales non gestisce più le attività quotidiane del sito. Ma passa ancora un sacco di tempo a interagire e a discutere con la comunità. Wales, o Jimbo, come lo chiamano, è la persona a cui tutti si rivolgono quando i comitati arbitrali online non riescono a risolvere una questione. Anche se non parla turco e non sa molto della Turchia, Wales rimane il loro Bdfl (Benevolent dictator for life, “dittatore benevolo a vita”).
In quanto dittatore, le sue responsabilità sono illimitate. Prima che si aprisse il dibattito sulla Turchia, Wales era intervenuto autorevolmente nelle discussioni per decidere se la voce di Wikipedia riguardante l’esperta di storia militare Lynette Nusbacher dovesse accennare al fatto che aveva cambiato sesso (secondo lui avrebbe dovuto, poi la voce è stata eliminata) e se la voce omeopatia dovesse contenere la parola “ciarlataneria” (Wales ha deciso di sì, a patto che venisse attribuita all’American medical association).
“Argumentum ad Jimbonem” significa seguire pedissequamente le sue indicazioni, ma si discute anche su questo. Un redattore di Wikipedia, per esempio, dice che Wales non è più d’accordo sulla definizione di Bdfl. Alcuni utenti hanno anche discusso sulla versione latinizzata di Jimbo (è più corretto “Jimboni” o “Jimbini”?). Comunque sia, quelli di Google probabilmente non lo sopporterebbero.
Una delle cose più strabilianti di Wikipedia è che riconosce ai suoi anonimi volontari la stessa autorità degli esperti più famosi
Wales non ha altra scelta. Ha capito da tempo che se commercializzasse Wikipedia vendendo spazi pubblicitari, la comunità si ribellerebbe. Anche se ora viaggia per il mondo a tenere conferenze ed è diventato amico di Bono, la sua fama si basa essenzialmente sul fatto di aver messo gratuitamente a disposizione di tutti la summa del sapere umano senza guadagnarci un centesimo. Quindi è indissolubilmente legato alla schiera di litigiosi volontari online che glielo hanno permesso. Non è facile barcamenarsi in questa situazione, ma Wales ci è riuscito benissimo fino a quando non si è trasferito a Londra e ha cominciato a godersi alcune gioie del successo, o almeno ci ha provato.
Wikipedia, che ormai è disponibile in 285 lingue, riceve ogni mese più di 20 miliardi di visite da parte di circa 516 milioni di persone. È il quinto sito più visitato al mondo dopo Google, Yahoo, Microsoft e Facebook, e prima di Amazon, Apple e eBay. Secondo alcune stime, se cominciasse ad accettare annunci pubblicitari arriverebbe a valere 5 miliardi di dollari. Ma probabilmente questa commercializzazione provocherebbe una rivolta dei collaboratori, che non sono retribuiti per il loro lavoro.
“Il paradosso”, dice Michael J. Wolf, amministratore delegato di Activate, una società di consulenza tecnologica di New York, e membro del consiglio di amministrazione di Yahoo, “è che quello che rende Wikipedia così apprezzata dai suoi utenti è proprio quello che le impedisce di diventare un’impresa da cui trarre profitto”.
Wales vive lo stesso paradosso. Essendo il più famoso paladino mondiale della libertà di internet, con le sue conferenze si guadagna da vivere decentemente, ma niente a che vedere con le cifre della Silicon valley. La sue sono cifre da Londra. Secondo la maggior parte delle stime, Wales vale poco più di un milione di dollari, comprese le azioni della sua società a scopo di lucro Wikia, un servizio che ospita una serie di wiki, cioè siti che permettono agli utenti di aggiungere, modificare o cancellare i contenuti.
Il suo reddito è oggetto di grande curiosità. Se scrivete “Jimmy Wales” su Google, “patrimonio” è uno dei primi suggerimenti che appaiono per completare la ricerca. “Tutti lo prendono in giro perché non approfitta della situazione”, dice Sue Gardner, direttore esecutivo della Wikimedia foundation, l’organizzazione non profit che gestisce Wikipedia.
Ormai Wales è diventato abilissimo a non rispondere alle domande su quanto guadagna. Nel 2005 la rivista Florida Trend scrisse che aveva già guadagnato abbastanza quando lavorava alla borsa di Chicago, prima di fondare Wikipedia, e che non aveva più bisogno di lavorare. Ma questo era prima che fosse costretto a pagare gli alimenti e l’affitto delle case in Florida e a Londra. Qualche tempo fa, quando ho tirato fuori l’argomento, Wales mi è sembrato irritato. “Non ci penso quasi mai”, ha detto. “I giornalisti me lo chiedono continuamente e si aspettano che risponda: ‘Sono disperato. Dov’è il mio miliardo di dollari?’”.
Un paio di volte ha usato il paragone con un rivenditore di automobili dell’Ohio. “Ci sono certi concessionari nell’Ohio che guadagnano molti più soldi di quelli che potrò mai avere io, ma il loro lavoro è molto, molto meno interessante del mio”, mi ha detto durante una delle nostre conversazioni. Quando è venuta fuori di nuovo la questione, ha citato il protagonista della Fonte meravigliosa di Ayn Rand, un architetto che si riduce a lavorare in una cava pur di non scendere a compromessi: “Ve lo immaginate Howard Roark che dice ‘Voglio guadagnare più soldi che posso?’”.
Wales ci tiene a sottolineare che Wikipedia ha finalità più alte. Applica a internet la sua visione del mondo libertaria e accusa istituzioni come il governo degli Stati Uniti e aziende come la Apple di frenare il libero scambio di informazioni sul web. Il calendario dei suoi impegni è pieno di eventi sponsorizzati che gli permettono di vivere comodamente. Società, università e fondazioni sono pronte a pagarlo più di 70mila dollari per tenere uno dei suoi discorsi sui diritti della rete.
Lo scorso autunno l’ho sentito parlare a una conferenza intitolata “Campioni dell’azione” nell’ambito della Clinton global initiative, il convegno annuale organizzato dall’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton per far incontrare i sostenitori di cause importanti con potenziali donatori. Sul palcoscenico di una sala da ballo dello Sheraton di New York, sedeva accanto all’ex segretaria di stato Madeleine Albright, al professore di Harvard e cofondatore di Partners in health Paul Farmer, e a Tawakkol Karman, l’attivista per i diritti umani yemenita premio Nobel per la pace del 2011.
Wales era lì anche per promuovere il suo sito (Wikipedia ha bisogno di donazioni per mantenere i server e pagare circa 160 dipendenti). Ma tra una discussione sui problemi sanitari di Haiti e una sulle rivoluzioni in Medio Oriente, è saltato fuori il fatto che su Wikipedia il nome di Karman era scritto male. “Lo sbagliano in tutto il mondo”, ha detto al pubblico l’attivista yemenita. “Forse dovrei mostrare a qualcuno il mio passaporto”. Wales le ha assicurato che aveva fatto correggere la voce.
Qualcosa di nuovo
Ai potenti piace frequentare Wales. Ma la critica che molti gli rivolgono è che anche a lui piace frequentarli, forse un po’ troppo. A febbraio, mentre era a Los Angeles, Wales ha twittato: “Pranzo con Felicia. Cena con Charlize. Los Angeles è uno sballo”. Si riferiva alle attrici Felicia Day e Charlize Theron. Ma, come ho scoperto alla Clinton global initiative, alcune persone famose trattano Wales un po’ come il loro redattore personale. Dopo l’incidente di Karman, il cantante hip-hop Will.i.am lo ha fermato per lamentarsi di un errore sulla sua pagina di Wikipedia. “Tutti pensano che si chiami William James Adams Jr., ma non è né James né junior”, mi ha detto Wales mentre apriva il suo MacBook e correggeva la voce.
Questa familiarità con i personaggi famosi non piace molto ad alcune persone della comunità: secondo loro la nuova vita di Jimmy è, per qualche verso, in contraddizione con il mondo egualitario che ha creato online. Diversi collaboratori hanno protestato perché aveva usato dati di prima mano per modificare la voce di Will.i.am, senza controllare alcuna fonte. Un utente di nome Fram lo ha accusato di aver violato il protocollo di Wikipedia, secondo il quale le informazioni fattuali devono fare riferimento a materiale pubblicato. “Non sempre ci si può fidare delle persone quando si tratta di informazioni personali”, ha scritto Fram, e ha cambiato di nuovo il nome citando due fonti pubblicate.
La stessa regola è stata applicata quando Wales ha cercato di modificare la sua data di nascita, dall’8 agosto 1966 (come è scritto sul suo passaporto e sulla sua patente) a quella reale, che è il 7 agosto. “Devo ammettere che questa informazione non è verificabile”, ha scritto nella pagina di discussione. “Forse come prova dovrò caricare una dichiarazione autografa di mia madre”.
Una delle cose più strabilianti di Wikipedia è che riconosce ai suoi anonimi volontari la stessa autorità degli esperti più famosi.
Per molti versi, la storia di Wales è molto simile alla loro. Figlio di un’insegnante e di un droghiere, ha vissuto a Huntsville, in Alabama, fino a quando non è andato a studiare economia all’università di Auburn. A vent’anni ha sposato Pamela Green, che aveva conosciuto quando era commesso in una drogheria dell’Alabama. Poi ha lavorato per un breve periodo alla borsa di Chicago, dove ha incontrato la sua seconda moglie, Christine Rohan.
Immaginate un mondo in cui ogni singolo abitante del pianeta può accedere liberamente alla summa di tutta la conoscenza umana
Nel 1996 – quando portava ancora una barbetta ispida, ascoltava gli Insane Clown Posse e nei suoi discorsi citava il documentario su un fittizio gruppo heavy rock intitolato This is spinal tap – fu uno dei fondatori di Bomis, un motore di ricerca con annesso un blog, Bomis Babe Report, che pubblicava foto di celebrità e pornostar seminude. Lui e Rohan si trasferirono a San Diego per sfruttare il boom di internet (nel 2005, Wales contestò la pagina di Wikipedia che definiva Bomis un sito pornografico: “Dalla sezione per adulti [NON pornografica] ricava meno del 10 per cento delle sue entrate”, provò a spiegare alla comunità). Pornografico o meno che fosse, i profitti di Bomis avrebbero permesso a Wales di finanziare un progetto collaterale, Nupedia, l’enciclopedia online con voci verificate scritte da esperti e professori universitari che ha preceduto Wikipedia.
Wales era ossessionato dall’idea di un’enciclopedia online a cui potesse collaborare chiunque. Era cresciuto leggendo i volumi del World Book che compravano i suoi genitori, con gli adesivi che segnavano le voci aggiornate, e all’università aveva cominciato a interessarsi al nascente movimento open source che permetteva a tutti i programmatori di collaborare. Visto che Nupedia non decollava e i suoi soci volevano espandere Bomis, Wales intravide la possibilità di un esperimento culturale più ampio, un’enciclopedia open source, e cominciò a dedicarle quasi tutta la sua attenzione. Nel gennaio del 2001 registrò i nomi di dominio wikipedia.org e wikipedia.com. Il progetto partì il 15 gennaio del 2001, che da allora è diventato famoso come Wikipedia day.
Come tutti gli imprenditori agli inizi di internet, Wales voleva prima creare qualcosa di nuovo e poi preoccuparsi del modello commerciale. All’inizio Wikipedia viveva alla giornata. Wales, che si era trasferito con Rohan a St. Petersburg, in Florida, perché costava meno, portava a mano gli assegni di Bomis a Tampa per mantenere in funzione i server. A quei tempi pensava ancora di poter trasformare la sua enciclopedia gratuita in un’impresa da un miliardo di dollari.
“Secondo me Jimmy era convinto di poter diventare molto ricco con questa idea”, mi ha detto Terry Foote, il suo amico e socio di Bomis. Foote, un ex compagno di scuola, è stato testimone al suo secondo matrimonio, ma non è stato invitato al terzo. “La celebrità tende a cambiare le persone”, mi ha detto. Wales si rifiuta di parlare dei suoi rapporti con gli amici di un tempo. “Il trasferimento a Londra ha influito molto sulla mia vita sociale”, dice. “Qui mia moglie conosce tutti”.
Un colpo di fortuna?
La bolla di internet scoppiò prima che Wales trovasse un modello commerciale per Wikipedia in grado di produrre profitti. Dopo il crollo, tutto quello che gli rimase fu una cosa curiosa: un’enciclopedia online molto popolare ma che non rendeva nulla, gestita da volontari estremamente determinati e contrari all’idea della pubblicità. Ma quando Wikipedia cominciò a crescere, Wales avviò un’abile trasformazione del marchio.
Nel giugno del 2003 istituì una fondazione senza scopo di lucro per gestirla. In un’intervista del 2004 con il sito Slashdot, specificò la missione che avrebbe distinto il futuro di Wikipedia dallo squallido passato di Bomis Babe Report: “Immaginate un mondo in cui ogni singolo abitante del pianeta può accedere liberamente alla summa di tutta la conoscenza umana. È questo che stiamo cercando di creare”.
Andrew Keen, un esperto di tecnologia che ha avuto qualche scontro con lui, lo ha definito “uno specialista di pornografia soft che ha avuto un colpo di fortuna”. Ma, grazie al suo nobile progetto, nel 2005 Wales ha avuto la possibilità di partecipare alla Ted conference. E poco dopo Bono lo ha invitato personalmente al Forum economico mondiale di Davos.
In quell’occasione, alcune persone che gli erano vicine dicono che da trasandato maniaco del computer Wales diventò un vero attivista con molto più accesso alle informazioni e al potere. La sua idea di una rete libera dagli interessi delle imprese e dei governi raccoglieva molti consensi, e nel 2006 la rivista Time lo inserì nella lista delle cento persone più influenti del mondo. L’anno successivo, a Davos, Wales e Garvey furono nominati “Giovani leader globali” (Wales, che si era separato da Rohan nel 2008, ricorda di aver incontrato per la prima volta Garvey nel 2009; il loro rapporto sentimentale è cominciato nel 2010).
“Jimmy è diventato famoso per aver fatto da catalizzatore a una delle più grandi creazioni nella storia della conoscenza umana”, dice Jonathan L. Zittrain, che insegna diritto ad Harvard ed è stato uno dei fondatori del Berkman center for internet and society della sua facoltà. “È difficile non ammirarlo per questo. Si è saputo muovere. Non c’erano molti precedenti in questo campo”.
Ma alcuni si chiedono se Wales, che non è riuscito a trovare il modo di arricchirsi con la sua invenzione, non abbia cinicamente tentato di farlo atteggiandosi a grande filantropo. “Aveva già un suo progetto o si è adattato al nuovo ruolo?”, si è chiesto Scott Glosserman, un regista che ha passato un anno con lui per girare Truth in numbers?, un documentario su Wikipedia uscito nel 2010. Wales aveva dato libero accesso a Glosserman e alla sua troupe per girare il documentario, che però alla fine si è rivelato abbastanza critico nei confronti di Wikipedia.
In particolare, Truth in numbers? fa notare le imprecisioni dovute al fatto che il sito mette sullo stesso piano un adolescente qualsiasi e un docente universitario. A Wales il film non è piaciuto e si è rifiutato di pubblicizzarlo. “Ha gettato dalla finestra i fagioli magici e il giorno dopo ha visto nascere una pianta”, ha detto Glosserman a proposito del successo di Wikipedia.
Che fosse o meno ispirato da nobili sentimenti, il potere che ha dato alle masse lo ha reso responsabile nei loro confronti. Il rapporto è stato abbastanza facile da gestire finché viveva a St. Petersburg e guidava una Hyundai ammaccata, ma da quando ha cominciato a frequentare le feste con i Blair, essere un dittatore benevolo è diventato un po’ più complicato.
Nonostante il disagio espresso ogni tanto dalla comunità per le sue amicizie altolocate, è chiaro che Wales ha cercato di usare le sue nuove conoscenze per portare avanti le battaglie che stanno a cuore alla comunità stessa. A gennaio i volontari hanno deciso di oscurare Wikipedia in segno di protesta per due proposte di legge contro la pirateria presentate al congresso di Washington, e questa decisione ha contribuito a bloccarle.
Poco dopo il blackout contro il Sopa (Stop online piracy act), Wales ha collaborato con il quotidiano britannico Guardian per impedire l’estradizione negli Stati Uniti di Richard O’Dwyer, il ragazzo di 25 anni sospettato di incoraggiare la pirateria con il suo motore di ricerca TVShack.net. Si è opposto anche al Communications data bill, definendo “tecnologicamente incompetente” la proposta di legge che avrebbe imposto la tracciabilità delle ricerche su internet, degli sms e delle email dei cittadini britannici, e ha minacciato di crittografare le pagine di Wikipedia per renderle più difficili da sorvegliare. I politici hanno accantonato la proposta di legge.
Ma Wales ci tiene a precisare che non è un radicale. È molto cauto nei suoi giudizi su persone come Julian Assange, che Wales ha criticato per aver usato il prefisso “wiki” nel nome del suo sito, e su gruppi di hacker come Anonymous.
Vai alla voce Wales
Avevamo un appuntamento all’ora di pranzo proprio il giorno dopo che il programmatore e attivista della rete Aaron Swartz, un ragazzo di 26 anni, si era suicidato. La comunità aveva chiesto a Wales di dire qualcosa, ma lui esitava. “Molti mi stanno chiedendo di esprimere un’opinione, ma non lo conoscevo”, mi ha detto. Ha evitato qualsiasi commento anche su Edward Snowden, il collaboratore della National security agency che ha lasciato trapelare informazioni sulle attività di spionaggio del governo degli Stati Uniti.
“Wikipedia rappresenta l’essenza di internet”, dice il fondatore di Craiglist Craig Newmark. “Un tempo erano i vincitori a scrivere la storia. Ora possono farlo tutti”. E neanche Wales è stato risparmiato. Quando il sito è diventato famoso, ha cercato di modificare la voce che lo riguardava per definirsi il suo unico fondatore. Il problema è che nel 2000 aveva assunto Larry Sanger, un docente universitario sostenitore dell’open source, perché lo aiutasse ad avviare la sua enciclopedia online.
L’idea che chiunque (non solo gli esperti) potesse controllare le voci era stata di Wales, ma Sanger sostiene di essere stato lui a convincerlo a usare la tecnologia wiki, di cui Wales non si fidava, e di avergli suggerito il nome Wikipedia. Cercando di modificare la voce che lo riguardava, Wales ha violato il protocollo del sito e questo ha fatto infuriare la comunità.
Nelle sue conferenze Wales promuove l’idea di far arrivare gratuitamente l’enciclopedia online a tutti gli abitanti dei paesi in via di sviluppo
Ora sulla sua pagina c’è scritto cofondatore. Un’intera sezione dedicata alla “controversia” spiega la posizione di Sanger rimandando a un articolo pubblicato dal New York Times nel 2001 e a un comunicato stampa del 2002 in cui Wales e Sanger appaiono come cofondatori. “Buffo, no?”, dice Wales in un tono che fa chiaramente capire che non lo trova affatto divertente. “È la polemica più stupida della storia”.
Sanger si è rifiutato di commentare, ma ha scritto sulla pagina di discussione della voce relativa a Wales che “è stato solo quando Wikipedia è diventata famosa e ha cominciato a girare il mondo” che Jimmy ha cercato di riscrivere la storia.
Il sito di tutti
Dopo la separazione da Christine, Wales ha vissuto per un breve periodo a New York andando spesso a Londra per vedere Garvey, che abitava in un appartamento nel quartiere di Covent Garden. Nel 2011 Jimmy, che aveva 37 anni e non era mai uscito dagli Stati Uniti, si è trasferito a Londra, e lui e Garvey hanno affittato un appartamento a Marylebone, in centro. Sembra che si sia adattato facilmente alla sua nuova vita. Usa inglesismi che ricordano due finti britannici come Gwyneth Paltrow e Madonna.
Mi ha detto di essersi “divertito un mondo” alle Olimpiadi, dove ha assistito a una partita di beach volley e a una gara equestre come ospite del sindaco di Londra Boris Johnson. Gli piace vivere a Marylebone: “Abbiamo un mucchio di amici e la gente passa da noi continuamente”. Diversamente dai politici statunitensi, che sono solo voci di Wikipedia, quelli britannici li conosce davvero. “Mia moglie”, dice spesso, “è la donna più connessa di Londra”.
Ma la comunità non si lascia mettere da parte. Da quando ha allargato la sua cerchia di amicizie londinesi, Wales ha evitato di intervenire su certe voci di Wikipedia, compresa la pagina di Tony Blair e quelle di diversi rappresentanti della camera dei lord che conosce personalmente. Ma molti nella comunità si sono chiesti se abbia avuto qualcosa a che fare con la voce piuttosto acritica sul governo kazaco, del quale Blair è consulente (Wales l’ha definita un’accusa “assolutamente stupida”).
Anche prima che sposasse Garvey, alcuni volontari della comunità sostenevano che era sempre più distaccato. “Jimbo non è il padrone di Wikipedia”, ha scritto un collaboratore. “Sarà anche stato uno dei fondatori, ma che importanza ha? Il sito è sempre appartenuto a tutti”. Wales ammette che questo è più o meno vero. “In teoria, ho la facoltà di fare qualsiasi cosa e di stabilire le linee guida del sito”, dice. “Ma in pratica, se provassi a farlo, la gente si arrabbierebbe e si ribellerebbe”.
Con un modello di proprietà collettiva come questo nessuno si può arricchire, ma Wales sostiene che può rendere Wikipedia più solida e utile alla società di Facebook o Twitter. È chiaramente seccato perché a Wikipedia non è stato attribuito nessun merito per aver parlato della primavera araba. “Tutti parlano della rivoluzione di Facebook e di Twitter, ma penso che quello sia stato solo il lato superficiale della questione”, mi ha detto. “È incredibilmente importante che la gente possa organizzarsi da sola e manifestare, ma cosa l’ha portata a credere che sia possibile?”.
Ha ricordato che gli attivisti avevano letto della Rivoluzione arancione in Ucraina, delle rivolte in Europa e dell’alba della democrazia negli Stati Uniti: “Una cosa è scendere in piazza per chiedere un cambiamento, un’altra è dire: ‘Ok, abbiamo vinto e mandato via il dittatore, e ora che facciamo?’”.
Wikipedia, dice, può influire su queste decisioni. Per questo oggi il suo progetto è di estenderla al mondo in via di sviluppo. L’anno scorso, nell’ambito della campagna Wikipedia Zero, la fondazione ha stabilito collaborazioni con varie società di comunicazione per installare Wikipedia sui cellulari di paesi come la Thailandia, la Malesia, la Serbia e, forse, il Sudafrica. Nelle sue conferenze, Wales si concentra soprattutto su questa idea di far arrivare gratuitamente l’enciclopedia online a tutti gli abitanti dei paesi in via di sviluppo.
Come un uomo d’affari
Una sera, a New York, Wales si è preso una pausa dalla sua missione evangelica per andare a cena con degli amici. Aveva appena finito di registrare un’intervista per il programma satirico The Colbert Report e indossava una camicia bianca con il colletto asimmetrico e i bordi viola, dello stilista inglese Ozwald Boateng.
Sei anni prima, un Wales meno esperto dei mezzi di comunicazione si era sentito a disagio in quella trasmissione. Quel giorno, invece, si era chiuso in sala di registrazione con il comico senza scomporsi. “Dall’ultima volta che ci siamo visti, Wikipedia è diventa onnipresente”, ha detto Colbert. “Ormai sarà ricco a palate”.
Wales ha riso e ha ricordato al pubblico che Wikipedia ha ancora bisogno di donazioni. Alla cena è apparso carico di adrenalina e pronto ad accettare complimenti per la sua performance. Il giorno dopo sarebbe partito per Londra, poi per la Florida, la Germania e la California per tenere un’importante conferenza presso una società di sicurezza tecnologica. La comunità, naturalmente, sarebbe stata sempre con lui.
Qualche mese dopo, mentre leggevo una cosa che aveva scritto sul sito di domande e risposte Quora, ho pensato a Wales che sorseggiava del vino in un bicchiere da latte e mangiava ostriche dopo il Colbert Report. Rispondendo a una richiesta di consigli su come avviare una startup, Wales suggeriva di non usare le parole di moda che avevano tanto colpito Bono prima del suo viaggio a Davos: “Basta con cose tipo ‘Una piattaforma di prossima generazione che cambierà il mondo, bla bla bla’”. Poi consigliava agli aspiranti imprenditori della rete di trattarlo “come un uomo d’affari”, e quindi di offrirgli un compenso sotto forma di stock option.
Essere onnipresenti su internet è fantastico, ma anche guadagnarci qualcosa non sarebbe male.
(Traduzione di Bruna Tortorella)
Questo articolo è stato pubblicato il 19 luglio 2018 nel numero 1009 di Internazionale.
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