A luglio tre visite di alto livello nell’arco di sei giorni hanno mostrato fino a che punto la rivalità tra Marocco e Algeria sta influenzando le politiche dei governi europei nella regione del Maghreb.

Il 15 e il 16 luglio il primo ministro francese Sébastien Lecornu è arrivato in Marocco con una vasta delegazione ministeriale, consolidando un rapido riavvicinamento tra Parigi e Rabat. Quasi in contemporanea il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune è andato in visita a Berlino per rafforzare le relazioni tra Algeria e Germania. Pochi giorni dopo il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez è arrivato ad Algeri per provare a ricucire relazioni incrinate a causa del recente riavvicinamento di Madrid con il Marocco.

La principale linea di frattura nella rivalità tra i due paesi africani è il territorio del Sahara Occidentale. Il Marocco controlla la maggior parte del territorio e ha reso il sostegno alla sua rivendicazione di sovranità su di esso un presupposto essenziale per relazioni proficue con altri paesi. L’Algeria sostiene invece da decenni la richiesta d’indipendenza del Fronte polisario (il gruppo che si batte per l’indipendenza del territorio, ndr) e ha sempre reagito duramente ai tentativi di allineamento dei governi europei alla posizione di Rabat.

Entrambi i paesi dispongono di significativi strumenti di pressione. Il Marocco offre cooperazione in materia di sicurezza, antiterrorismo e gestione dei flussi migratori, oltre a opportunità d’investimento e accesso alle sue reti economiche in Africa. L’Algeria ha grandi riserve di gas, un importante mercato interno e una notevole influenza nel Maghreb e nel Sahel.

Per i governi europei è quindi impossibile gestire le relazioni con i due paesi separatamente. Ogni volta che rafforzano i legami con uno mettono inevitabilmente a rischio quelli con l’altro.

Collaborazioni e ricatti

La Francia è un esempio lampante. Nel 2024 il presidente Emmanuel Macron aveva sostenuto la rivendicazione di sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale, definendo la proposta di autonomia di Rabat come la base per una fine del conflitto. L’annuncio aveva messo fine a un lungo periodo di tensioni tra Parigi e Rabat, ma aveva immediatamente aperto una crisi con l’Algeria, che aveva richiamato il suo ambasciatore.

La recente visita di Lecornu dimostra che l’apertura del 2024 non era un episodio isolato e che la Francia sta lavorando a un più ampio partenariato strategico con il Marocco.

I due governi hanno rafforzato la cooperazione in materia di energia, investimenti, sicurezza, migrazioni, istruzione e infrastrutture. Hanno inoltre discusso di un collegamento diretto per portare energia da fonti rinnovabili dal Marocco alla Francia, oltre a mettere le basi di un trattato bilaterale.

Per Parigi, il Marocco rappresenta un partner relativamente stabile in un momento in cui l’influenza francese è diminuita in gran parte del Sahel. Negli ultimi anni vari stati della regione hanno infatti espulso le truppe francesi, rivolgendosi ad altri per la sicurezza. Nello stesso periodo il Marocco ha invece ampliato la sua presenza economica e diplomatica in Africa occidentale, soprattutto nei settori delle banche, delle telecomunicazioni e dell’edilizia, e rafforzato la cooperazione in campo religioso e della sicurezza.

Rabat offre quindi a Parigi un mezzo per preservare la sua influenza in Africa sviluppando progetti commerciali, energetici e di sicurezza. In cambio il Marocco ottiene investimenti, prestigio diplomatico e un ulteriore sostegno internazionale sul Sahara Occidentale.

La solidità dell’impegno francese risulta ancora più evidente se si considera quello su cui Parigi sembra disposta a chiudere un occhio. Mentre Lecornu era in visita in Marocco, nuove inchieste giornalistiche hanno avvalorato le accuse secondo cui i servizi di sicurezza marocchini avrebbero usato il software di israeliano Pegasus per spiare alcuni alti funzionari francesi, tra cui lo stesso premier quando ricopriva la carica di ministro delle collettività territoriali. Rabat ha più volte negato di aver acquistato o usato Pegasus.

Queste rivelazioni non hanno ostacolato in alcun modo la visita di Lecornu. I due governi hanno celebrato pubblicamente la loro cooperazione in materia di sicurezza e portato avanti i preparativi per un partenariato strategico più ampio, a dimostrazione dell’importanza che Parigi attribuisce alle relazioni con il Marocco.

Questa scelta ha però avuto delle ripercussioni in Algeria. Sui rapporti tra Parigi e Algeri pesavano già dissidi legati al passato coloniale, alle migrazioni e alla sicurezza. La svolta di Macron sul Sahara Occidentale ha accentuato queste tensioni, provocando una frattura strategica più ampia.

La cooperazione in materia di sicurezza si è interrotta, le aziende francesi hanno cominciato a incontrare ostacoli e l’Algeria ha smesso quasi del tutto d’importare grano francese. In seguito Parigi e Algeri hanno cautamente ripreso il dialogo, ma la Francia non ha voluto fare passi indietro sul riavvicinamento con il Marocco.

L’Algeria non ha i mezzi per costringere la Francia a cambiare posizione, ma ha fatto capire che le relazioni con Rabat avranno conseguenze sui legami economici, diplomatici e di sicurezza tra Parigi e Algeri.

La Spagna ha subìto le stesse pressioni dopo aver compiuto una scelta simile. Nel 2022 il governo Sánchez aveva abbandonato la precedente neutralità definendo la proposta marocchina sull’autonomia del Sahara Occidentale la base più seria, realistica e credibile per mettere fine al conflitto. L’annuncio aveva permesso a Madrid di mettere fine alle storiche tensioni con Rabat, ma aveva provocato l’immediata reazione dell’Algeria.

Algeri aveva richiamato il suo ambasciatore, sospeso il ventennale trattato di amicizia con la Spagna e interrotto la maggior parte degli scambi commerciali, con l’esclusione del gas. Le esportazioni spagnole verso l’Algeria erano crollate, ma Algeri aveva continuato a onorare i contratti per la fornitura del gas.

Anche in questo caso l’Algeria non aveva la forza per costringere un governo occidentale a modificare le sue politiche, ma era in grado di metterlo in difficoltà.

Da allora la Spagna ha cercato di ricucire i rapporti con l’Algeria senza rinunciare al riavvicinamento con il Marocco. La visita di Sánchez ad Algeri il 20 luglio è il chiaro segnale di un tentativo di trovare un nuovo equilibrio. In quell’occasione i due governi hanno deciso di rafforzare la cooperazione in materia di energia, investimenti, migrazioni e sicurezza.

Per Madrid entrambi i paesi africani sono essenziali, l’Algeria per il gas e il Marocco per il commercio, la lotta al terrorismo e la gestione delle migrazioni.

La Spagna ricorda bene la crisi di Ceuta del 2021, quando il Marocco aveva apparentemente ridotto i controlli alle frontiere durante una crisi diplomatica, permettendo a migliaia di persone di entrare nell’enclave spagnola.

La visita di Tebboune a Berlino dimostra la volontà dell’Algeria di ampliare i suoi partner in Europa.

Germania e Algeria hanno discusso di una più stretta collaborazione in materia di energia, investimenti, industria, migrazioni e sicurezza, nonché della possibile esportazione d’idrogeno dal Maghreb all’Europa.

Il rafforzamento delle relazioni tra Germania e Algeria non può essere spiegato solo con la rivalità tra Algeri e Rabat, ma è evidente come permetta al paese africano di ampliare le sue opzioni in Europa al di là della Francia.

Il Marocco e l’Algeria non sono semplicemente in competizione per il sostegno occidentale. Attraverso energia, migrazioni, sicurezza, accesso ai mercati e rapporti regionali stanno influenzando sempre di più il modo in cui i governi europei definiscono le loro relazioni con il Maghreb.

(Traduzione di Francesco De Lellis)

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