A ogni tratto di penna il personaggio prende vita. Gin (nome d’arte) ha 24 anni ed è nato in Uruguay. Disegna su carta da disegno con un G-Pen, un pennino molto apprezzato dagli illustratori di manga. “Il protagonista è un liceale”, spiega. “Nella storia può usare al meglio il suo talento solo per cinque minuti”. Si tratta di una bozza di Cinque minuti per un ace, un manga su una squadra di pallavolo di un liceo, con cui Gin ha debuttato ad aprile su Comic Zerise, una rivista di manga digitale della Starts publishing.

Per realizzarlo si è immerso in manga popolari come Haikyu!! L’asso del volley e ha svolto numerose ricerche. Appassionato di manga fin dall’infanzia, leggendo Naruto, celebre serie su un apprendista ninja, ha scoperto la sua vocazione. Difficile farne una professione in Uruguay, così ha deciso di trasferirsi in Giappone.

Gin vive a casa Tokiwa, una struttura gestita da un’agenzia di Tokyo che aiuta gli studenti stranieri. Divide l’appartamento con altri quattro aspiranti mangaka provenienti da vari paesi del mondo. Il manga è un elemento tipico della cultura giapponese, ma “sono sempre di più gli artisti stranieri che pubblicano su riviste giapponesi”, spiega Yukari Fujimoto, docente di cultura manga all’università Meiji di Tokyo. “I fumetti arrivano dall’occidente. Prima della seconda guerra mondiale le riviste giapponesi erano piene di fumetti stranieri”, prosegue la studiosa. In seguito si sono affermati i manga e gli autori giapponesi. Solo dagli anni novanta le riviste hanno cominciato a pubblicare mangaka stranieri. Di recente si moltiplicano premi che puntano su disegnatori attivi all’estero, come il premio Shikishō per talenti emergenti assegnato dalla rivista Afternoon. Crescono anche le pubblicazioni online, come quelle della casa editrice Kodansha (che pubblica Afternoon), dotate di sistemi di traduzione automatica che eliminano le barriere linguistiche.

Scuola francese

L’invecchiamento della popolazione sarebbe all’origine degli sforzi del settore per trovare nuovi artisti all’estero, una tendenza che riguarda anche i redattori delle case editrici.

Abbiamo fatto visita alla redazione di Afternoon. Il mangaka francese Nico Staro presenta con qualche apprensione al suo editor la bozza di una nuova opera. Ha l’impressione di “aspettare il verdetto di un giudice”. Di fronte a lui è seduto Jules Kollisch, anche lui francese. Scorre le pagine e segna alcuni passaggi con una penna rossa. “È meglio dell’ultima volta”, afferma. “In questa scena i disegni da soli riescono a trasmettere i sentimenti del personaggio”. Nico annota con attenzione le osservazioni puntuali dell’editor.

Già in Francia Staro aspirava a diventare mangaka e partecipava a concorsi giapponesi. Poi dopo aver saputo che Kodansha impiegava un editor francese ha deciso di trasferirsi in Giappone, dove sottopone regolarmente il suo lavoro a Kollisch. È la versione internazionale del processo di mochikomi, incontri in cui disegnatori non ancora pubblicati hanno la possibilità di sottoporre i propri lavori a case editrici alla ricerca di nuovi talenti promettenti.

Il caffè Manga Kissa, Tokyo, 1999 (The Asahi Shimbun/Getty)

Kollisch ha studiato fisica a Heidelberg e a Parigi. Poi ha cambiato percorso e si è specializzato nella cultura giapponese, spinto anche dal suo interesse per i manga. Ha concluso gli studi nell’arcipelago ed è entrato alla Kodansha. All’epoca della pandemia è rientrato per un periodo in Francia, dove si è messo in cerca di talenti per una casa editrice partner. In quel periodo ha incontrato lo sceneggiatore francese Izu e l’illustratore italiano Hagane, con i quali ha collaborato per creare il manga di fantascienza Kraken Mare, pubblicato a puntate su Afternoon nel 2025.

“Con il declino demografico giapponese penso che in futuro aumenteranno le opere di autori stranieri”, afferma Kollisch. “In Giappone non c’è ancora stato un grande successo straniero, quindi sono in cerca di autori con idee nuove per lavorare con loro”.

L’internazionalizzazione della produzione è ancora più rapida nel caso dei webtoon, i manga che si leggono in verticale facendo scorrere le vignette sullo schermo dello smartphone. Nel team editoriale dell’editrice Sorajima, che produce opere per questo mercato in espansione, ci sono quattro persone che provengono dall’estero, dalla Corea del Sud e dalla Cina. “Al di là della nazionalità, l’obiettivo principale è creare storie interessanti”, sottolinea il rappresentante dell’azienda, Juro Maeda.

Concorrenza e primato

Le opere sono pubblicate contempora­nea­mente in Giappone e all’estero, in Cina, in Nordamerica e soprattutto in Corea del Sud, dove sono nati i webtoon e dove hanno sede i principali distributori. “So che genere di opera è più adatto alla lettura verticale e sfrutto questa esperienza nel mio lavoro editoriale”, racconta Kang Ji-eun, redattrice sudcoreana della Sorajima, appassionata di webtoon da quando era studente. Nel 2024 la casa editrice ha stretto un’alleanza commerciale con lo studio di produzione indonesiano Kisai entertainment, affidando i disegni di opere concepite in Giappone a creatori locali.

Questo ha favorito la concorrenza internazionale che specialmente in alcuni settori è molto forte. Per esempio i manga educativi per bambini progettati e prodotti all’estero stanno entrando nel mercato giapponese, dove trovano un pubblico sempre più ampio.

La serie coreana Survival ne è un esempio perfetto. Nel 2008 la casa editrice Asahi Shimbun publications ha cominciato a pubblicarne una versione tradotta, che ha venduto complessivamente più di 15 milioni di copie. Questi manga affrontano un’ampia varietà di temi – dai dinosauri all’intelligenza artificiale – e si distinguono per il loro carattere divertente e umoristico. In Giappone è diventato un fenomeno. Ne è stato tratto anche un adattamento anime.

Forte dell’esperienza, nel 2017 la Asahi Shimbun publications ha cominciato a pubblicare la serie di manga storici Time warp che trasporta i bambini di oggi attraverso le epoche passate.

I manga sviluppati da grandi maestri giapponesi a partire da Osamu Tezuka (1928-1989), a cui si attribuisce la creazione del manga moderno, negli ultimi decenni si sono diffusi in tutto il mondo. I bambini che oggi disegnano i loro personaggi preferiti ai quattro angoli del pianeta costituiscono il bacino dei creatori di domani. Ma il Giappone, che dispone dei meccanismi per far emergere disegnatori professionisti, mantiene ancora un vantaggio sugli altri paesi nella formazione di questi artisti. ◆ gim

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Questo articolo è uscito sul numero 1664 di Internazionale, a pagina 87. Compra questo numero | Abbonati