Quando credete che vada tutto male, pensate ai numeri sulla transizione verde cinese. In Cina, oltre a carbone e varie industrie ancora molto inquinanti, c’è anche il 36 per cento della capacità mondiale installata per la produzione di energie da fonte rinnovabile. La Cina installa 277 gw di energia solare all’anno, molto più dei 138 che sarebbero necessari per rispettare gli obiettivi dell’accordo di Parigi. Il resto del mondo dovrebbe installare 325 gw all’anno, ma non va oltre i 217. Da vent’anni la Cina sovvenziona la produzione di energia verde e i suoi impieghi, come le batterie che alimentano le auto elettriche. In Europa discutiamo spesso delle implicazioni negative di questa politica industriale, perché ovviamente chi lavora nei settori in diretta concorrenza con le importazioni cinesi vede a rischio il proprio posto di lavoro. L’industria europea dei pannelli solari ha sofferto quando la Cina ha imparato a produrli a una frazione del costo europeo. Ma questo significa che produrre energia solare è diventato più economico, e installare pannelli più conveniente. Scrive l’economista Alicia García-Herrero nel paper da cui sono presi questi dati: “Il motore industriale della Cina sostiene finanziariamente la transizione ecologica del mondo”. C’è una luce verde in fondo al tunnel. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1665 di Internazionale, a pagina 102. Compra questo numero | Abbonati





