Kelly Loeffler, candidata del Partito repubblicano per un seggio al senato in rappresentanza della Georgia, le ha provate tutte per vincere. Ha attaccato il suo avversario democratico, il reverendo Raphael Warnock, su tutti i fronti: non solo per le sue idee politiche ma anche per la sua fede e in quanto afroamericano. Il comitato elettorale repubblicano ha diffuso un video in cui Warnock appariva con un colore della pelle più scuro e in cui si sottolineava il suo presunto estremismo. Loeffler ha fatto ricorso alle tattiche più meschine di un repertorio tristemente noto. Ma non ha funzionato. Warnock sarà il primo senatore nero della Georgia e il secondo senatore nero eletto in uno stato del sud dalla guerra civile. La sua vittoria è fondamentale, non solo perché rafforza la lotta per i diritti civili ma anche perché dimostra che la strategia usata da Loeffler non funziona più.
La candidata repubblicana non si è inventata niente: la sua campagna elettorale è stata identica a quelle fatte da tutti i repubblicani bianchi del sud negli ultimi decenni, con l’aggiunta di una dose di trumpismo. Ha seguito il copione scritto da Lee Atwater, il consulente politico che negli anni ottanta aiutò Ronald Reagan a vincere in quella regione grazie alla strategia del dog whistle: usare parole in codice per mobilitare gli elettori di estrema destra ma senza infastidire quelli più moderati.
Chiesa profetica
Alla fine però Loeffler non è riuscita a superare la tradizione profetica della chiesa nera rappresentata da Warnock, reverendo della Ebenezer baptist church, che negli anni sessanta fu guidata da Martin Luther King. La sconfitta di Loeffler evidenzia la debolezza non solo dei repubblicani negli stati del sud ma anche della destra cristiana, abituata a nascondere il suo razzismo dietro il linguaggio religioso. Loeffler ha ripetutamente preso di mira la fede di Warnock. Il reverendo si è schierato contro il militarismo e a favore della libera scelta sull’aborto. Questo, unito al fatto di essere nero, lo ha trasformato in un bersaglio, una condizione molto familiare a gran parte degli elettori della Georgia. Negli Stati Uniti la chiesa nera è profetica per necessità: ha sempre sfidato il potere e la crudeltà del suprematismo bianco, e il suprematismo bianco non ama essere sfidato.
Loeffler ha fallito perché ha pensato, sbagliando, di poter mobilitare una maggioranza puntando sulla paura e sui pregiudizi. Ma a quanto pare è stata lei a perdere il contatto con l’elettorato. E il Partito repubblicano, nonostante gli sforzi, non è ancora riuscito a togliere il diritto di voto ai neri e agli ispanici del sud. Warnock ha vinto perché i valori che rappresenta e condivide con la sua chiesa sono popolari. Più popolari della crudeltà dell’estrema destra. Più popolari di Donald Trump. Più popolari, forse, dell’alleanza bianca, religiosa e reazionaria che mantiene i repubblicani al potere. ◆ as
◆ Il 5 gennaio in Georgia si sono tenuti i ballottaggi per assegnare due seggi al senato degli Stati Uniti. Entrambi sono stati vinti dai candidati del Partito democratico: il reverendo Raphael Warnock, che è il primo afroamericano eletto al senato in rappresentanza della Georgia, e Jon Ossoff, un ex giornalista d’inchiesta di 33 anni che sarà il più giovane rappresentante della camera alta. La Georgia è uno stato storicamente conservatore (negli ultimi trent’anni i repubblicani avevano sempre vinto ai ballottaggi), ma i cambiamenti demografici e la mobilitazione degli elettori afroamericani l’hanno spostata a sinistra. Il 3 novembre del 2020, alle elezioni presidenziali, Joe Biden è diventato il primo candidato democratico a vincere in Georgia dal 1992.
◆Al senato ognuno dei cinquanta stati elegge due rappresentanti. Dopo i ballottaggi del 5 gennaio entrambi i partiti hanno cinquanta seggi, ma con il voto della vicepresidente Kamala Harris, che è anche presidente del senato, i democratici hanno la maggioranza. Il loro margine di manovra, però, sarà limitato: le regole del senato prevedono la maggioranza semplice per leggi legate al bilancio e per la nomina dei giudici federali, ma per altre leggi serve una maggioranza di sessanta voti. Cnn
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Questo articolo è uscito sul numero 1391 di Internazionale, a pagina 24. Compra questo numero | Abbonati