“Ho deciso di sporgere denuncia”. Al telefono la voce di Michaël Guieser è calma e determinata. Consulente economico, ha partecipato al Social forum che si teneva a Genova contemporaneamente al G8. Rappresentava l’organizzazione non governativa belga Quinoa, che si occupa di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle realtà dei paesi del Sud del mondo. “Ma svolgo anche incarichi per conto di alcune multinazionali”, precisa Guieser.
Nella notte tra sabato e domenica questo lussemburghese di origine svedese residente a Bruges – un vero cittadino europeo – era presente nella scuola-dormitorio assaltata, in modo molto discutibile, dalle forze dell’ordine italiane. E parla, anche lui, delle brutalità commesse: “Il mio orologio si è fermato a mezzanotte in punto. Rotto da una manganellata. I medici ai quali ho chiesto di esaminare le mie ferite, sia in Italia sia in Belgio, hanno entrambi stabilito che mi erano stati inferti dei colpi mentre mi trovavo in posizione di difesa. Per forza: ero sdraiato per terra bocconi e mi proteggevo la testa con le braccia”.
Scarsa collaborazione
Ancora una volta Guieser ripete: “Quella sera, quando la polizia è arrivata, la situazione era tranquilla. E tutti si sono immediatamente sdraiati senza alcuna intenzione di ribellarsi. Non è servito a nulla. I poliziotti hanno cominciato a prenderci a calci e a manganellate”. Ma anche se ha molti dubbi sull’organizzazione della polizia italiana (come spiegare che 15mila poliziotti non siano stati in grado di arrestare qualche centinaio di teppisti?) Guieser rifiuta il ruolo di martire.
“Peccato, perché era un anno che si stava preparando il forum. E sono intervenuti ottanta esperti di alto livello su temi fondamentali per il futuro dell’umanità. Ma è come se tutto ciò non fosse avvenuto. Per colpa della confusione tra chi voleva distruggere e chi cercava di costruire”.
Il lussemburghese continua: “Dicono che siamo contro la globalizzazione. Non è vero, siamo per una globalizzazione della giustizia e dell’equità. E non siamo contro l’economia di mercato. Diciamo solo che non tutto potrà essere regolato dalla libera impresa e che è giunto il momento di equilibrarla con qualcos’altro”.
Altra testimonianza, quella di Marco Panella, professore dell’Università cattolica di Lovanio e funzionario europeo, che faceva parte degli intervenuti al forum. Anche lui racconta la brutalità della polizia italiana, i lacrimogeni contro il corteo. Anche lui conferma la mancanza di collaborazione delle autorità italiane nella preparazione del forum: “Ero presente a una riunione preparatoria, che si è svolta a Genova un anno fa”, dichiara Panella. “Lo sa che gli organizzatori hanno inviato numerosi fax e lettere al ministero degli Interni italiano per chiedere la sua collaborazione nella preparazione della manifestazione e che non hanno mai avuto risposta?”.
Una mancanza di collaborazione che il professore cerca di spiegare: “Non parlo di complotto, ma dopo quello che è successo forse sarà più facile per i sostenitori dell’ultraliberismo affermare che non esiste un’alternativa non violenta alle loro posizioni. Come ho spiegato in un articolo che uscirà su Le Monde Diplomatique, l’ultraliberismo ha subìto due gravi insuccessi: da un lato l’abbandono dell’accordo multilaterale sugli investimenti nel 1998, che eliminava tutte le frontiere per i trasferimenti finanziari; dall’altro il fallimento del Millennium Round dell’Organizzazione mondiale per il commercio a Seattle, che riguardava l’abolizione delle frontiere per gli scambi commerciali. Esiste quindi”, conclude Panella, “un risentimento reale nei confronti di chi chiede un’organizzazione equa degli scambi commerciali”.
Era la polizia a far paura
Anche Paola Ferrara, rappresentante di Medici senza frontiere (Msf), ha partecipato al forum per conto della sua organizzazione ed esprime tutta la sua amarezza: “È la prima volta che ho avuto veramente paura. La polizia, anziché proteggermi, mi minacciava”.
E cosa pensa Msf a proposito della decisione del G8 di creare un fondo di aiuto alla lotta contro le malattie infettive? “Siamo noi ad aver chiesto di inserire questo tema nell’ordine del giorno dei lavori del G8”, risponde Ferrara. “Ma siamo delusi perché lo stesso segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, aveva ricordato che era necessaria una somma annuale di sei-sette miliardi di dollari per svolgere un lavoro efficace. Invece sarà costituito solo un fondo unico di 1,3 miliardi di dollari. E intanto Silvio Berlusconi ha chiesto al settore farmaceutico di fare la sua parte. Ma lei pensa che questo favorirà veramente la distribuzione dei medicinali generici?”. ◆ adr
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Questo articolo è uscito sul numero 397 di Internazionale, a pagina 38. Compra questo numero | Abbonati