I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana Michael Braun del quotidiano berlinese Die Tageszeitung.
Una città inclusiva dove c’è spazio per tutti, al di là del ceto e dell’anagrafe, una città inoltre luogo non di mille solitudini, ma di mille incontri: è questo l’ideale che ispira il testo dell’urbanista Elena Granata.La realtà purtroppo è ben diversa. Il quadro che ci presenta l’autrice, per molti aspetti, è desolante. I bambini nelle grandi città sono di fatto espulsi dagli spazi pubblici. I centri storici, e non solo, si trasformano, non in positivo, tra gentrificazione e turistificazione. Granata legge le città di oggi con le lenti di un’urbanistica attenta alle trasformazioni economiche e sociali causate dal neoliberismo imperante negli ultimi decenni, molto attento agli affari, immobiliari e di altro tipo, ma del tutto disinteressato alla vivibilità dei centri urbani. E propone una visione alternativa, dall’organizzazione del traffico all’abitare agli spazi pubblici, siano essi piazze, parchi o cortili. Sono più che pertinenti le sue osservazioni sulle trasformazioni necessarie alle nostre città di fronte alla crisi climatica, su come dobbiamo riconquistare un forte rapporto con la natura al di là delle gite in campagna, ma nelle città stesse. Una lettura preziosa, anzi necessaria per tutti gli amministratori comunali così come per tutti quei cittadini che non vogliono smettere di sognare città più vivibili. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1683 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati