I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana Michael Braun del quotidiano berlinese Die Tageszeitung.
Il titolo del libro del politologo Lorenzo De Sio può far pensare a un testo sulle derive autoritarie, sull’impetuosa avanzata dei populismi di destra, da Donald Trump a Viktor Orbán da Javier Milei a Giorgia Meloni. Però quell’avanzata, come argomenta De Sio in maniera molto convincente, non è la causa bensì l’effetto della profonda crisi delle democrazie occidentali, che risiede altrove e cioè nel fatto che, mentre le istituzioni democratiche sono rimaste intatte, nella sostanza sono svuotate. La democrazia funziona bene, ci spiega l’autore, quando è “responsive”, ovvero quando è capace di rispondere alle esigenze dei cittadini, espresse attraverso le elezioni, e quindi quando sa essere “trasformativa” nel governo dell’economia, nell’intervento sulle diseguaglianze sociali. Ebbene, oggi la politica non è più in grado di tenere testa all’economia, per un insieme di ragioni che De Sio analizza con grande chiarezza. A causa della globalizzazione i governi si trovano in balia dei mercati finanziari e di aziende giganti, ma anche del declino dei partiti di massa e del pluralismo dei media. Ridare linfa alle democrazie: è questa l’unica risposta percorribile, attraverso il ribilanciamento dei rapporti di forza tra politica ed economia e l’apertura di nuovi spazi di partecipazione per i cittadini. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1670 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati