La coalizione di destra guidata dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni è riuscita a limitare i danni nelle elezioni amministrative che si sono svolte il 24 e il 25 maggio in più di 740 comuni. La vittoria di Simone Venturini, il candidato appoggiato da Meloni a Venezia (l’unico capoluogo di regione tra le città al voto) e la riconquista di Reggio Calabria hanno permesso alla coalizione conservatrice di evitare una lettura negativa della giornata elettorale e di tenere una posizione competitiva al livello locale.
Su scala nazionale, dopo settimane segnate da un braccio di ferro tra governo e opposizione e dalle ripercussioni della sconfitta elettorale di Meloni nel referendum per la riforma della giustizia, le urne hanno offerto una boccata d’ossigeno al governo. La presidente del consiglio ha evitato che queste importanti elezioni amministrative – considerate un banco di prova per il governo nella fase finale della legislatura – si trasformassero in un nuovo fallimento politico.
Il voto è stato seguito con particolare attenzione in Italia perché era considerato una sorta di termometro per valutare lo stato della leadership di Meloni. La coalizione di governo aveva l’obiettivo di evitare di perdere il controllo di città strategiche come Venezia. Nel capoluogo veneto ha vinto, con il 51 per cento dei consensi, il candidato conservatore Simone Venturini, delfino del sindaco uscente Luigi Brugnaro, che ha governato la città nell’ultimo decennio. Invece il candidato dello schieramento progressista, il senatore del Partito democratico (Pd) Andrea Martella, ha ottenuto il 39,2 per cento dei voti.
Venturini ha raccontato che Meloni gli ha telefonato per congratularsi, confermandogli che presto arriverà a Venezia per collaborare con il neosindaco su alcuni temi importanti. Il sovraffollamento turistico della città è stato uno degli argomenti più discussi durante la campagna elettorale. Venezia era il premio più ambito di queste elezioni, essendo l’unico capoluogo regionale in palio.
L’importanza di questo risultato deriva anche dal fatto che la città lagunare era considerata un laboratorio politico per la formazione di un’ampia coalizione di sinistra, costruita attorno a Martella e concepita come possibile modello di alleanza da riproporre alle politiche del 2027. Durante la campagna elettorale gli analisti hanno ribadito che il risultato del voto a Venezia sarebbe stato fondamentale per valutare le prospettive di un’alternativa unitaria alla coalizione di estrema destra guidata da Meloni.
Negli ultimi giorni di campagna elettorale diversi rappresentanti dei partiti di centrosinistra sono andati a Venezia per sostenere Martella – tra cui Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 stelle, ed Elly Schlein, segretaria del Pd.
La destra ha ottenuto un successo decisivo anche a Reggio Calabria, dopo più di dieci anni di governo della sinistra. Francesco Cannizzaro ha ottenuto il 65,6 per cento dei voti .
Secondo molti commentatori i risultati permetteranno di valutare la forza dei due principali schieramenti alle prossime elezioni politiche. Meloni si è congratulata con i sindaci vincitori e ha mandato un messaggio sui social media per sottolineare la solidità della coalizione conservatrice. “E anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra lo rimandiamo a domani”, ha scritto la presidente del consiglio.
La crisi della Lega
La Lega, invece, ha incassato una sconfitta simbolica che aggrava la sua crisi interna. Il partito di Salvini ha infatti perso le elezioni nel primo comune conquistato dopo la sua fondazione, nel 1990: la piccola località di Cene, dove il partito ha governato ininterrottamente per più di 35 anni. Il nuovo sindaco sarà l’indipendente Roberto Radici.
Sono stati chiamati alle urne più di sei milioni di italiani, circa l’11 per cento dell’elettorato. Se la coalizione di centrodestra vincerà anche ai ballottaggi vorrà dire che avrà dato una dimostrazione di forza, mentre il cosiddetto campo largo ne uscirà ridimensionato, almeno per il momento. In otto capoluoghi di provincia (sui 18 in cui si è votato) la partita è ancora aperta e sarà necessario un secondo turno per stabilire chi sarà il sindaco tra quei candidati che al primo turno non hanno ottenuto la maggioranza assoluta. Il ballottaggio si terrà il 7 e l’8 giugno.
Comunque anche il centrosinistra può esultare davanti ai risultati positivi ottenuti in diversi comuni. A Prato, in Toscana, tradizionale bastione “rosso”, il candidato progressista Matteo Biffoni ha superato il 54,7 per cento delle preferenze. Biffoni ha vinto nonostante la città fosse stata commissariata dopo le dimissioni della precedente sindaca Ilaria Brunetti, del Pd, travolta da uno scandalo di corruzione.
La sinistra è riuscita a strappare alla destra anche Avellino e Pistoia. ◆ as
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Questo articolo è uscito sul numero 1667 di Internazionale, a pagina 34. Compra questo numero | Abbonati