La settima stagione della serie tv Il trono di spade è appena finita. Lasciamo stare gli spoiler e i draghi (questo articolo contiene rivelazioni sulla trama) e concentriamoci su una delle protagoniste della serie, Daenerys Targaryen. Daenerys vuole affermarsi come erede legittima al trono di spade e regnare su Westeros, un continente devastato dalla guerra e dalla povertà. Si è preparata per anni. Si è liberata dalla sottomissione psicologica al fratello. Ha trasformato il suo matrimonio forzato con il selvaggio Khal Drogo in una storia d’amore e, dopo la morte del marito e del suo bambino, ha conquistato la lealtà dei dothraki, una popolazione violenta e sessista. È stata più astuta dei veggenti e dei pirati della città di Qarth, ha messo insieme un esercito enorme, ha assediato tre città e ha liberato migliaia di schiavi.
Cresciuta in un mondo dove avere potere serve solo a conquistarne altro, Daenerys ha pensato molto a come diventare una sovrana saggia e come rendere il mondo un posto migliore. Ha commesso anche qualche errore: va bene allevare i draghi, ma poteva evitare di fargli incenerire dei bambini. Ha avuto difficoltà a trovare l’equilibrio tra la sua gentilezza e la necessità di apparire inflessibile, perché è stata costantemente sottovalutata da una società misogina che, ovviamente, non somiglia proprio per niente alla nostra. Ha giustiziato alcune persone che avrebbe potuto graziare, ma in quel mondo la pena capitale è la norma. Daenerys sarebbe una sovrana migliore di tutti quelli che Westeros ha mai avuto e, a patto di riuscire a liberarsi dall’esercito di zombie che minaccia di sterminare la specie umana, la sua storia sembrava arrivata al lieto fine. E invece no.
Non vi viene in mente un’altra donna che ha studiato tutta la vita ma ha perso contro un uomo meno preparato? Daenerys è una Hillary Clinton con i draghi
Nell’ultima puntata della settima stagione, è arrivata la rivelazione che i fan aspettavano. Jon Snow, il figlio illegittimo di Ned Stark, in realtà è il figlio di Lyanna Stark, sorella di Ned, e di Rhaegar Targaryen, fratello maggiore di Daenerys e principe ereditario morto da tempo. Tra l’altro si è scoperto che Rhaegar e Lyanna si erano sposati in segreto, quindi Jon è un legittimo discendente dei Targaryen. In base alle regole sulla successione a Westeros, il diritto di Jon prevarrebbe su quello di Daenerys. Inoltre Jon è un uomo. Jon Snow è un grande personaggio: è bravo con la spada, generoso e onesto. È anche molto bello, può permettersi di sfoggiare uno chignon e mi piace il suo accento dello Yorkshire. Ma, ammettiamolo, non è così sveglio. È troppo ingenuo e la sua rettitudine gli impedisce di dire le bugie che, come ci ricorda Machiavelli, sono indispensabili per guidare uno stato. Non è mai stato il capo di nessuno tranne che dei guardiani della notte, dove si è fatto tanti nemici da finire ammazzato (poi è resuscitato). Nella battaglia dei bastardi ha avuto bisogno dall’aiuto dei cavalieri della valle, convocati in segreto da sua sorella Sansa. Sansa non ha mai sollevato una spada in vita sua ma è una stratega militare migliore di Jon.
Non vi viene in mente un’altra donna che ha studiato tutta la vita e aveva le competenze giuste, ma ha perso contro un uomo molto meno preparato di lei? Daenerys è una Hillary Clinton con i draghi. Jon Snow però non somiglia a Donald Trump. A differenza del nostro presidente è umile. Probabilmente non se la caverebbe male sul trono di spade. Fino a che qualcuno non decidesse di ucciderlo.
Questa situazione risulterà familiare a tutte le donne che devono essere il doppio più brave degli uomini per fare metà della loro carriera: le scrittrici i cui romanzi vengono sminuiti. Le scienziate che, come dimostrano molti studi, vedono le loro carriere poco considerate rispetto a quelle dei colleghi maschi. Le attrici di Hollywood, relegate a ruoli minori. Le donne che fin dalla nascita si sentono dire che l’indipendenza non fa per loro.
Non sappiamo come finirà la storia e rischiamo di dover aspettare due anni per scoprirlo (sarebbe un crimine). Ora la principale minaccia per Daenerys, oltre agli zombie, è un’altra donna, Cersei, che attualmente è seduta sul trono di spade. Cersei è la spietata Hillary immaginata dai repubblicani, la donna che ha portato avanti un matrimonio senza amore con Bill soltanto per la sua ambizione personale. In realtà Cersei somiglia a Trump: è permalosa, sadica e pensa solo alla sua famiglia. Condivide perfino l’amore di Trump per l’oro. Non si è preparata per il lungo inverno e non crede all’esistenza degli zombie più di quanto Trump creda al riscaldamento globale. Non riesco a immaginare un futuro roseo per Cersei.
Alla fine le cose potrebbero mettersi male anche per Jon. Ma in fondo lui e Daenerys hanno appena cominciato la loro storia d’amore. L’incesto tra i regnanti è una consuetudine per i Targaryen, quindi il fatto che siano zia e nipote non importa. Magari potrebbero regnare insieme. Jon potrebbe guidare l’esercito oppure, dato che Il trono di spade è un fantasy, potrebbe allevare i figli. Forse, almeno a Westeros, una donna può vincere. ◆ as
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Questo articolo è uscito sul numero 1221 di Internazionale, a pagina 38. Compra questo numero | Abbonati





