Steve lavora per la Metropolitan community church di San Francisco, una chiesa evangelica californiana nata alla fine degli anni sessanta per accogliere persone omosessuali e transessuali cristiane, credenti e praticanti. La ricercatrice Lynne Gerber sta raccogliendo materiale su come la comunità lgbtq+ della città abbia vissuto il trauma collettivo dell’epidemia di aids. Un giorno, mentre Lynne sta facendo i suoi studi, Steve alza le mattonelle del pavimento e tira fuori scatoloni che dice di aver preso qualche anno prima dalla spazzatura. Nelle scatole ci sono 1.200 audiocassette contenenti registrazioni di funzioni religiose celebrate in chiesa tra il 1987 e il 2003 da Keith, un ragazzo di San Francisco che frequentava la chiesa e lavorava come fonico nel mondo dell’audio. Con un registratore a cassette cominciò a incidere due messe a settimana e tutti i funerali. Poi duplicava le cassette e le distribuiva in chiesa ai fedeli, che le tenevano per sé o le portavano agli amici malati che non potevano assistere alle funzioni. When we all get to heaven, che ha appena vinto il Peabody award come miglior podcast dell’anno, è una testimonianza romantica e potente che trasmette, attraverso il suono vivido di un “qui e ora” inciso su nastro, tutta la tragedia vissuta da una comunità che ha lottato per conquistare la propria catarsi.

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Questo articolo è uscito sul numero 1663 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati