L’11 aprile la navicella Integrity della Nasa è rientrata dallo spazio dopo dieci giorni di missione, attraversando l’atmosfera terrestre a circa quarantamila chilometri all’ora ed effettuando l’atterraggio al largo delle coste di San Diego, in California. È stata la conclusione della missione Artemis II, che ha testato il nuovo sistema di navigazione Orion che dovrebbe portare nel giro di pochi anni gli esseri umani prima sulla Luna e poi su Marte. Per la prima volta un equipaggio si è spinto a una distanza di 406.771 chilometri dalla Terra, esplorando il lato nascosto della Luna e rimanendo senza comunicazioni con il nostro pianeta per circa quaranta minuti. Nei giorni in cui andavamo a dormire chiedendoci se al risveglio avremmo trovato notizie di un attacco nucleare, arrivavano dallo spazio delle foto in grado di farci passare la voglia di ogni conflitto. Il pod­cast 13 minutes to the Moon, che qualche anno fa aveva raccontato il rocambolesco sbarco sulla Luna del 1969, ha realizzato una deliziosa cronaca giornaliera della missione commentata da un astronauta, una giornalista e da un’ingegnera aerospaziale. Un modo di godersi i contenuti che ci arrivavano dall’equipaggio dell’Integrity accompagnandoli con gli strumenti necessari per comprenderne l’importanza scientifica e storica.

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Questo articolo è uscito sul numero 1661 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati