Nel 2018 il New York Times ha lanciato la sua prima audioserie, Caliphate, prodotta da Andy Mills con la voce della giornalista Rukmini Callimachi e il coordinamento della producer di The Daily, Lisa Tobin. Un podcast a puntate che aveva al centro la testimonianza di un cittadino canadese di origine pachistana, Abu Huzayfah, sedicente terrorista del gruppo Stato islamico. La serie ha avuto grande successo, ha lanciato il New York Times tra le case di produzione audio più importanti degli Stati Uniti e ha vinto perfino i Peabody award, i premi internazionali dedicati alla radio e alla televisione. A dicembre 2020, a due anni e mezzo dall’uscita, il New York Times è stato costretto a restituire il Peabody e a chiedere scusa con un episodio speciale, perché il protagonista della serie in realtà si era inventato tutto. Questo episodio ha aperto una nuova storia, quella in cui Michael Barbaro e Lisa Tobin di The Daily facevano pressione sui giornalisti perché non parlassero della disfatta di Caliphate, quella del producer Andy Mills, che da anni veniva accusato di comportamenti misogini, quella delle radio che interrompevano la messa in onda dello show e quella della fine della sezione audio del New York Times, caduta prima ancora di aver cominciato la sua corsa nell’età dell’oro dei podcast.
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Questo articolo è uscito sul numero 1393 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati