Fin da prima del suo insediamento alla Casa Bianca, Donald Trump ha spinto il suo ruolo di presidente degli Stati Uniti d’America oltre il limite del consentito. Una settimana dopo l’inizio dell’era Trump il Washington Post, da sempre la testata giornalistica più vicina agli affari presidenziali, ha inaugurato un podcast per analizzare ogni movimento fatto dal presidente della più potente nazione del mondo, sottolineando cosa Trump poteva fare e cosa non poteva fare. Ascoltate oggi, le 230 puntate di Can he do that? fanno venire il capogiro: dal ricorso allo stato d’emergenza per finanziare il muro al confine con il Messico alla mossa di dare dei “nazisti” ai vertici del suo servizio d’intelligence, dal bullismo contro il leader nordcoreano Kim Jong-un al rapporto Muller, l’indagine sulle interferenze russe nella campagna elettorale americana. La prima puntata, messa online il 27 gennaio del 2017, parlava dell’uso sconsiderato che Trump faceva di Twitter, l’ultima parlava dell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio, istigato dal presidente uscente proprio attraverso il suo profilo Twitter. Tra le gemme da ascoltare c’è la puntata 145, con una telefonata tra Donald Trump e il giornalista del Watergate Bob Woodward, e la ricostruzione dell’assalto al congresso, dove l’assenza delle immagini rende la violenza ancora più inquietante.

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Questo articolo è uscito sul numero 1392 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati