Quando una coppia decide di separarsi, è normale preoccuparsi di quale potrebbe essere l’impatto di questa scelta sui figli. Anche se alcuni studi evidenziano che i figli di genitori separati presentano un rischio maggiore di sviluppare problemi di salute mentale nel corso della vita, il divorzio di per sé non è necessariamente dannoso. Se ci sono momenti di forte tensione e conflitti in famiglia, i dati dimostrano che “restare insieme per il bene dei bambini” può avere conseguenze anche peggiori sulla salute mentale e il benessere.
Ma, al di là di questo, il cambiamento può risultare difficile per tutti, e specialmente per le bambine e i bambini che hanno bisogno di routine, confini e stabilità. Qual è il modo migliore per parlare ai figli di una separazione imminente? E come garantire la massima armonia possibile?
Prima di tutto è importante essere chiari e diretti a proposito delle conseguenze che la separazione avrà sulla loro vita quotidiana, ed essere pronti ad ascoltarli per capire come si sentono. Continuerete a vivere tutti insieme per un po’ di tempo? Uno di voi due genitori lascerà la casa di famiglia? O i bambini resteranno nella stessa casa e la occuperete a turno (il cosiddetto modello di birdnesting)?
Prima di affrontare l’argomento con i figli è importante parlarne nella coppia per stabilire insieme come impostare la conversazione. Può essere utile fare uno schema e affrontare a turno i temi principali. Questo non significa che bisogna spiegare proprio tutto ai figli. Concentratevi sui dettagli che li riguardano (come la gestione pratica) e non sui motivi del fallimento del vostro rapporto.
La quantità di informazioni necessarie dipende anche dall’età: i bambini piccoli hanno bisogno di meno dettagli rispetto ai più grandi e agli adolescenti. Per esempio potreste dire: “Siamo ancora una famiglia e vi amiamo tanto, ma a volte le famiglie cambiano e sono più felici quando si dividono in due case”. Se i figli sono ancora piccoli, può essere utile leggere dei libri illustrati su questo tema, come Two homes di Claire Masurel o Il filo invisibile di Patrice Karst (Sonda 2021). In questo modo avrete un punto di riferimento.
I bambini più grandi e gli adolescenti potrebbero invece avere bisogno di una discussione più approfondita sui motivi della separazione. Potreste dire: “Vi amiamo entrambi più di ogni altra cosa, ma noi due non siamo più innamorati e abbiamo deciso che è meglio separarci e vivere in due case diverse”.
Cercate di non parlare male dell’altro genitore, anche se i figli dovessero chiedervi se uno dei due ha fatto qualcosa di sbagliato. È importante permettere ai bambini e alle bambine di mantenere un rapporto sano con entrambi i genitori e farsi un’opinione autonoma.
Quando è possibile includete i figli più grandi nelle decisioni che li riguardano, come il tempo che passeranno nelle due case o il modo in cui vorrebbero che condivideste le informazioni con loro. Questo approccio può rafforzare il senso di appartenenza e proteggere il loro benessere psicologico.
Gestione di coppia
Una co-genitorialità efficace dopo la separazione aiuta a proteggere la salute mentale di tutti.
Continuate a comunicare con il vostro ex partner in modo chiaro, cercando di tenere a freno le emozioni. Manifestare i propri timori può aiutare a rimanere allineati sulla gestione dei figli e a cogliere eventuali difficoltà sul nascere. Parlate con l’altro genitore direttamente, senza usare i figli come tramite.
Se c’è una situazione di conflitto, provate a risolverla anziché lasciarvi dominare dal rancore. Mantenete la calma, cercate di ascoltare e non affrontate i problemi nell’agitazione del momento. Va bene dire “parliamone in un altro momento” o comunicare per email o via messaggio per abbassare i toni. Non trascurate gli aspetti positivi: se l’altro genitore fa qualcosa di buono, sottolineatelo.
Se invece state uscendo da un rapporto violento o poco sicuro, le regole cambiano. La cosa più importante è garantire la vostra incolumità e quella dei bambini. Chiedete aiuto se avete la sensazione che l’ex partner vi stia spaventando per farvi accettare le sue condizioni rispetto ai figli o stia provando a controllarvi.
In caso di necessità, non esitate a chiamare i numeri di emergenza (in Italia il numero antiviolenza e antistalking è il 1522, gratuito e attivo 24 ore su 24).
Mantenere la coerenza
La coerenza fa bene ai bambini che vivono tra due case. Se possibile provate a non cambiare troppo le abitudini, come quelle mattutine o prima di andare a letto. Potete tenere un diario online condiviso: stabilire giorni precisi per l’affidamento e condividere le aspettative sulla cura e la gestione dei figli può ridurre i conflitti. Oppure decidere di incontrarvi periodicamente per aggiornarvi su quello che succede e per discutere di eventuali cambiamenti di umore o di comportamento dei figli, per parlare della quotidianità, delle vacanze, delle attività sportive e della scuola.
Se collaborare con l’altro genitore non è possibile, mantenere la routine nella propria casa è comunque utile.
Nelle situazioni stressanti e nei momenti di cambiamento la capacità dei bambini di regolare le proprie emozioni spesso si riduce. È importante monitorare eventuali modifiche nel comportamento, nella sfera emotiva, nel sonno, nell’alimentazione e nelle amicizie.
Se alcuni atteggiamenti causano molto disagio, influenzando negativamente le giornate del bambino o della bambina, potrebbe essere il momento di cercare un aiuto specifico.
Potete chiedere al medico di base un consiglio per ricevere un supporto psicologico per voi o i vostri figli, anche dal sistema sanitario nazionale. ◆ as
Jaimie Northam insegna psicologia clinica dell’infanzia alla Western Sydney university, in Australia.
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Questo articolo è uscito sul numero 1665 di Internazionale, a pagina 108. Compra questo numero | Abbonati