Molte analisi delle evoluzioni recenti della politica convergono sull’idea che siano in crisi le forme che il sociologo Max Weber aveva immaginato all’inizio del novecento, come idealtipi, ovvero il potere “tradizionale”, basato sull’ascendenza e le consuetudini, e quello “legale” fondato su regole formali. Mentre la terza, il potere “carismatico” detenuto da persone che si presentano come uomini del destino, dotati di un dono particolare che suscita l’obbedienza, godrebbe di un successo sempre maggiore. In questo libro Paolo Napoli, filosofo del diritto, traccia la genealogia del concetto di carisma risalendo oltre Weber alla tradizione protestante da cui prese spunto, che vedeva la chiesa originaria come basata sulla grazia e non sul diritto. A ben vedere, tuttavia, una volta sottoposti ad analisi, i testi della prima tradizione cristiana, specialmente le lettere di Paolo, rivelano un’idea di carisma diversa: non la qualità eccezionale di un singolo individuo, ma una funzione socialmente ripartita tra i vari componenti di una comunità che insieme, nella collaborazione, mirano all’utilità comune. Una volta stabilito ciò, con esempi tratti dalla storia antica e recente, Napoli analizza il modello di carisma weberiano per rivelarne le contraddizioni e le fragilità e restituire a una recuperata idea di carisma, fondata quindi sulla prassi collettiva, tutte le sue potenzialità di cambiamento. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1687 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati