In questo libro Lea Ypi, filosofa politica albanese che insegna alla London school of economics, segue tre piste diverse. La prima – anticipata da un articolo pubblicato su Internazionale – è una ricerca d’archivio sull’amata nonna Leman, nata dopo la pubblicazione sui social network di un’antica foto in bianco e nero che la ritrae felice a Cortina nel 1940 e di alcuni commenti che la definiscono “una spia comunista”, “una spia fascista”, o “entrambe le cose”. La seconda pista è la ricostituzione romanzata della vita di questa stessa nonna e della sua famiglia allargata, tra Salonicco e Tirana dalla fine dell’impero ottomano al secondo dopoguerra. La terza è una riflessione filosofica sul concetto di dignità, definita come quella parte dello spirito umano che “resiste a ogni tentativo di oltraggio, ingiuria o umiliazione”. Le tre piste s’incrociano continuamente: la frustrazione generata dai risultati della ricerca d’archivio e la volontà di colmare i vuoti che inevitabilmente lascia generano una ricostruzione letteraria ricca e appassionante. Questa, a sua volta, mira a restaurare la dignità attaccata e messa a repentaglio di una persona che, essendo morta, non può più difendersi raccontando una storia di resistenza in tempi difficili. Domenica 4 ottobre Lea Ypi sarà al festival di Internazionale a Ferrara dove parlerà del suo
libro e dialogherà con
Zerocalcare. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati