Secondo il dizionario De Mauro, il caporalato è “un sistema di sfruttamento della manodopera agricola, reclutata illegalmente da intermediari e pagata al di sotto del minimo previsto dalla legge”, tipico dell’Italia meridionale. Questo libro ne ricostruisce la storia nel periodo che va dal secondo dopoguerra a oggi, passando per il boom economico, i cambiamenti industriali degli anni settanta e quelli degli anni duemila, legati all’economia delle piattaforme. Sintesi generali, studi su casi specifici (come quello della Piana del Sele), dati e fenomeni (come la “femminilizzazione” del bracciantato) alimentano spiegazioni legali e sociologiche. Ferrarese fa capire come questo sistema sia effettivamente legato alla presenza nel nostro paese di aree in cui si coltivano cereali (la pianura padana, la Maremma e l’agro pontino, il tavoliere delle Puglie e la Sicilia), bisognose di lavoratori che vivano altrove, dunque alla mobilità e alla migrazione delle persone, ma anche come si sia esteso nel corso del tempo a molti altri tipi di lavoro non agricolo (edilizia, facchinaggio, consegne) e sia sempre esistito anche in aree lontane dal Mezzogiorno. La vicenda del caporalato, delle leggi che hanno tentato di regolarlo, delle reazioni che hanno suscitato, facendone emergere la capacità di adattamento, illustra il modo in cui lo studio di un fenomeno storico aiuta a capire la realtà che ci circonda. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1667 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati