Una dirompente omologazione estetica fondata sul digitale e l’iperrealismo avvolge il pubblico e veicola una sorta di ideologia regressiva, tra l’altro nemica dell’empatia. È quindi con piacere che segnaliamo questo libro molto illustrato, spesso con immagini a doppia pagina, per mano di un pittore e illustratore afroamericano, Kadir Nelson. Nella maggior parte di queste illustrazioni Nelson riesce a modulare espressività e sguardo dei volti rappresentati malgrado l’estetica iperrealista che tende al fotografico. Il processo di sottrazione grafica, che isola le figure nel bianco della pagina, ne accentua la dimensione umana. La solitudine dei neri d’America, delle loro rivendicazioni, emerge così al meglio. I testi sintetici del poeta e scrittore statunitense Kwame Alexander, anche lui nero, accompagnano con delicatezza, sensibilità, empatia ma anche in modo pugnace la dimensione visiva. Giocano sul filo sottile di una retorica quasi epica unita a un sentimento impregnato del dolore di decenni di sfruttamento, ghettizzazione e barbarie contro la comunità afroamericana, per assurgere a una dimensione universale. La grandi personalità e le figure anonime rappresentate sono quindi degli invincibili intesi in senso morale, poi declinati in altre sotto-tipologie. Un bel rovesciamento dei concetti di epica e forza dell’ideologia maschile. Non solo bianca.

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Questo articolo è uscito sul numero 1394 di Internazionale, a pagina 76. Compra questo numero | Abbonati