L’11 marzo, nel suo secondo discorso d’insediamento come presidente del Cile, l’imprenditore Sebastián Piñera ha sorpreso tutti dicendo che una delle priorità del suo nuovo mandato sarà la soluzione del conflitto con gli indigeni mapuche. Gli altri punti del programma erano più prevedibili: infanzia, sicurezza, salute e sanità, sviluppo e sconfitta della povertà in otto anni. Il nuovo presidente conservatore non ha specificato come risolverà il conflitto con i nativi, ma ha detto che renderà più moderne le forze di polizia e i sistemi d’intelligence per combattere contro il narcotraffico, la delinquenza e il terrorismo.

Obiettivo ambizioso

Da un balcone del palazzo presidenziale La Moneda, Piñera ha detto che il suo secondo governo sarà una nuova transizione, dopo quella verso la democrazia cominciata nel 1990 con la fine della dittatura di Augusto Pinochet. L’obiettivo è creare “un Cile senza povertà e con più opportunità” e trasformare “quella che fu la colonia più povera della Spagna nel primo paese sviluppato” della regione. Piñera ha promesso di lottare contro la burocrazia e ha sottolineato che “per raggiungere questi obiettivi bisogna uscire dallo stallo degli ultimi anni”. Come nel 2010, Michelle Bachelet ha consegnato la presidenza all’imprenditore Sebastián Piñera. È un _déjà vu _inedito nella storia che avviene tra avversari politici (lei socialista e lui di destra), ma anche tra due persone che si conoscono da quando erano ragazzi. La cerimonia di passaggio, breve e protocollare, è una tradizione repubblicana che il Cile ha mantenuto al riparo dalle onde negative della politica. Per questo centinaia di persone si sono presentate prima delle otto di mattina per salutare Bachelet in plaza de la Constitución, a Santiago. Nello stesso posto, dieci ore dopo, altrettante persone sono arrivate per accogliere il nuovo presidente.

Sebastián Piñera e la moglie Cecilia Morel. Santiago del Cile, 11 marzo 2018 (Sebastián Vivallo Oñate, Agencia Makro/Getty Images)

La coalizione che sostiene Piñera, Chile Vamos, ha dichiarato che il nuovo presidente lavorerà per unire il paese, ma quello che lui ha detto su Chile Vamos è più ambizioso: governare almeno otto anni, con l’impegno di consegnare la fascia presidenziale nel 2022 a un candidato di destra. Il nome che circola come potenziale prossimo presidente è quello di Alfredo Moreno, ex ministro degli esteri e ora ministro dello sviluppo sociale. Mentre Piñera faceva il suo discorso, Bachelet aveva già cambiato il suo status sui social network. Ora è “cittadina ed ex presidente del Cile”. ◆ fr

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Questo articolo è uscito sul numero 1247 di Internazionale, a pagina 28. Compra questo numero | Abbonati