I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Eva-Kristin Urestad Pedersen è una freelance norvegese
Non avete mai letto Moby Dick? Forse è arrivata l’ora. Anzi, leggetelo prima di leggere Nel nome del diavolo di Lorenzo Alunni, perché proprio il libro di Herman Melville è la guida di questa storia fantastica ma realistica in cui la realtà contemporanea si mischia con leggende e pratiche che magari pensavamo appartenessero a un’altra epoca. Ma non è così, o non lo è mai stato. Il romanzo di esordio di Alunni è scritto con uno stile da realismo magico italiano, completamente diverso dallo standard letterario di oggi, una ventata innovativa in un universo soffocato da storie introspettive e poco fantasiose. Il protagonista è un ragazzo di cui sappiamo poco, solo che ama ascoltare l’opera, Macbeth in particolare, e che ha perso uno zio che non sapeva di avere. Per capire cosa è successo allo zio, parte per Lampedusa, dove viveva il parente scomparso. Noi lo seguiamo in questo viaggio, che ci porta continuamente oltre il confine tra realtà e fantasia in un modo così disinvolto che tutto sembra perfettamente naturale. Non lo è? Chi lo sa. Non bisogna sempre capire tutto. Non c’è sempre un motivo, una spiegazione. A volte bisogna semplicemente abbracciare il mistero e cercare di intuire cosa ci vuole insegnare.
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Questo articolo è uscito sul numero 1393 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati