Sono molto sportivo e penso che fare attività fisica divertendosi sia un eccellente strumento per stare in forma senza fatica. Mio figlio di undici anni però rifugge da qualunque sport di squadra, temo per la paura della competizione. Non voglio certo forzarlo, ma come gli trasmetto la bellezza della dinamica di squadra, che è prima di tutto una scuola di vita? –Gaetano
Alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, il paese che ha vinto più medaglie di tutti, ben 41 di cui 18 ori, è stata la Norvegia. Come ha fatto un paese di neanche sei milioni di abitanti a battere giganti come gli Stati Uniti e la Cina? La sua posizione geografica è una spiegazione solo parziale. Alcuni esperti hanno sottolineato un principio applicato in Norvegia all’attività sportiva infantile: niente sport competitivi prima dei dodici anni. Lo scopo dei programmi sportivi norvegesi è che i bambini si divertano a fare attività fisica e abbiano voglia di continuare a farla. E, se il fine è questo, non serve a nulla farli giocare in un ambiente dove i più bravi vanno avanti e gli altri vengono lasciati fuori dalla squadra. Cath Bishop, ex canottiera britannica che ha vi nto una medaglia d’argento ad Atene nel 2004, scrive sul Guardian: “I norvegesi – tenetevi forte – arrivano perfino a dare un premio a tutti i partecipanti! Un’idea che qui nel Regno Unito viene considerata patetica e diseducativa”. Se tuo figlio non è a suo agio in un ambiente competitivo non è un problema: è sufficiente che lo aiuti a trovare un’attività fisica che lo faccia divertire e che gli metta voglia di continuare a farla.
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Questo articolo è uscito sul numero 1657 di Internazionale, a pagina 12. Compra questo numero | Abbonati



