Ognuno saccheggia i materiali necessari per formare il proprio senso critico dai testi più disparati. Ed è grazie ai primi capitoli di Il nuovo fascismo e la lotta per il mondo in cui vivremo di Naomi Klein e Astra Taylor (La nave di Teseo) che metto meglio a fuoco la mia resistenza nei confronti di Battista alla luce del suo secondo singolo ’O cavallo ’e ritorno, pubblicato la scorsa settimana. Parlando della nuova mutazione del fascismo in chiave apocalittica, Klein e Taylor dicono che la nostra capacità d’intercettare il fascismo contemporaneo a volte può apparire indebolita perché ci aspettavamo una replica, invece abbiamo ottenuto un seguito. Seguito, trasformazione ed evoluzione, invece di replica, ritorno e continuità. Il modo di Battista di raccontare la questione meridionale nel suo secondo singolo appare proprio all’insegna della replica e della continuità con una posizione che si potrebbe brutalmente sintetizzare in una specie di neo-borbonismo infarcito di rabbia e di valorizzazione del proprio patrimonio, presentando un sud saccheggiato ma puro rispetto all’invasione del nemico. È una rappresentazione consolatoria, e conferma molte cose che sono un fatto storico. Cosa può fare un rapper del suo talento per inserire in questo buon senso del margine qualcosa che sia veramente scomodo e che rappresenti un seguito, facendo andare il genere al di là del repertorio? Cioè quello che hanno fatto rapper di rabbia e nessuna clemenza come Speranza e Massimo Pericolo, che infatti ci mancano un po’. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1689 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati