Come fidarsi ancora del governo statunitense? Sette anni dopo la morte di Jeffrey Epstein, suicida in carcere in circostanze su cui qualcuno ha forti dubbi, il fantasma del finanziere continua a perseguitare Washington. La sua prima incriminazione per reati legati alla pedofilia risale addirittura al 2006. A distanza di vent’anni molti speravano di poter finalmente chiudere il capitolo. Si sbagliavano.

Nel novembre 2025 il congresso statunitense ha votato – quasi all’unanimità – una legge che prometteva di far luce sulla vicenda. Per riuscirci bisognava procedere in tre direzioni: indagare in modo adeguato sulla rete di Epstein (e sul coinvolgimento di Donald Trump), proteggere l’identità delle vittime e perseguire i responsabili. Alla fine non è stato fatto niente di tutto questo. I documenti pubblicati sono incompleti. I nomi e le fotografie delle vittime sono stati diffusi senza alcuna precauzione, mentre la figura del presidente è stata scrupolosamente protetta. Anche se la divulgazione parziale degli Epstein files non risparmia le élite mondiali (soprattutto quelle europee, che potrebbero essere danneggiate più di quelle americane), negli Stati Uniti ancora non si registra alcuna conseguenza per le persone coinvolte.

La delusione è enorme, ma era prevedibile con un’amministrazione in cui il dipartimento di giustizia sembra ormai soprattutto al servizio di obiettivi politici. Mentre chi ha partecipato all’assalto al campidoglio di Washington è presentato come eroe della patria e le autorità investono risorse enormi per indagare sulla fantasiosa storia delle “elezioni rubate” nel 2020, era utopistico aspettarsi una reale trasparenza su una vicenda in cui il nome del comandante in capo appare migliaia di volte. Il coinvolgimento di un ex presidente (Bill Clinton) in uno dei più gravi scandali della storia politica degli Stati Uniti rafforza la disillusione dell’opinione pubblica nei confronti dei propri leader, in un paese le cui istituzioni sembrano più che mai sull’orlo del precipizio. Nel 2025 due terzi degli statunitensi dichiaravano di non fidarsi più del governo federale. Sarebbe strano il contrario. ◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1651 di Internazionale, a pagina 19. Compra questo numero | Abbonati