Si vantava di poter “ballare sui serpenti”, ma alla fine si è fatto mordere. Il 4 dicembre l’ex presidente yemenita Ali Abdullah Saleh è stato ucciso dai suoi ex alleati houthi, che avevano bombardato la sua abitazione a Sanaa. Nel 2014 Saleh si era affidato a loro per tornare al centro della scena politica. Poi, il 2 dicembre 2017, l’ex presidente ha annunciato la rottura del patto stretto con i ribelli sciiti originari del nord.
Le immagini della morte di Saleh, diffuse dai mezzi d’informazione vicini agli houthi, ricordano quelle della morte di Muammar Gheddafi: il corpo avvolto in una coperta colorata, trasportato su un pick-up al grido di “Allah akbar” e “morte a Israele”. Gli houthi lodavano dio per la morte di quello che negli ultimi quindici anni era stato il loro peggior nemico, prima di diventare il loro alleato meno affidabile. Due giorni prima di morire Saleh aveva rotto il matrimonio di convenienza con gli houthi, annunciando di essere pronto a dialogare con l’Arabia Saudita per mettere fine alla guerra civile che devasta il paese dal 2015.
Saleh era stato eletto presidente dello Yemen del Nord nel 1978. Gli osservatori dell’epoca non gli davano più di sei mesi, perché il paese aveva fama di essere ingovernabile e i suoi due predecessori erano stati uccisi. Ma Saleh è rimasto al potere per 33 anni e al centro della scena fino alla morte, presentandosi, a seconda dei casi, come l’uomo della pace o l’uomo della guerra. Nella sua lunga carriera politica era sempre riuscito a gestire in modo magistrale tradimenti e alleanze traballanti, aveva stretto patti con gli islamisti, gli iraniani, i sauditi, gli statunitensi, riuscendo ogni volta a rafforzare il suo potere. Dopo la scomparsa di Saddam Hussein, Zine el Abidine ben Ali, Hosni Mubarak e Muammar Gheddafi, con la morte di Saleh si volta un’altra pagina nel mondo arabo. Anche se l’eredità dell’“incantatore di serpenti” rischia di pesare ancora a lungo sullo Yemen. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1234 di Internazionale, a pagina 20. Compra questo numero | Abbonati