Le grandi aziende tecnologiche si sono appropriate dell’immenso patrimonio di conoscenze custodito nelle biblioteche e ora vogliono rivendercelo sotto forma di abbonamenti a servizi di intelligenza artificiale. È la tesi di La revuelta de los copistas, il saggio dello studioso spagnolo Xavier Nueno pubblicato da Anagrama. Nato a Barcellona nel 1990, Nueno insegna a Losanna e da dieci anni studia la storia delle biblioteche e del lavoro di chi ha contribuito a organizzare e conservare il sapere. Secondo l’autore, attraverso la scansione generalizzata e il download illegale dei libri, le aziende tecnologiche hanno saccheggiato questo patrimonio, trasformando un bene comune in una merce. “Stiamo pagando per qualcosa che è già nostro”, denuncia Nueno, osservando che l’accesso alla memoria collettiva dipende sempre più da abbonamenti e restrizioni. Ma il suo saggio non si limita a denunciare questa deriva: invita anche le discipline umanistiche a riappropriarsi della tecnologia, per restituire alla conoscenza la sua dimensione pubblica.
El País
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Questo articolo è uscito sul numero 1688 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati