“Solo il cuore sa che cos’è l’amore”, dice Ester Nilsson a un’amica in Uomini e donne, il romanzo dal titolo simbolico di Lena Andersson. “Se usi la ragione, non sei innamorato”. Nei romanzi precedenti della trilogia di Ester Nilsson, la protagonista cercava l’amore ed era pronta a sopportare quasi tutto, come in un melodramma scritto con il linguaggio di un verbale. Era questa contraddizione a dare forza alla scrittura. Ora i protagonisti sono persone mature, segnate dalla vita ma non disarmate. La ricerca dell’amore, e quanto ci sia concesso essere ciechi al primo sguardo e a tutti quelli successivi, è forse la favola più importante che raccontiamo a noi stessi. Questa volta la felicità arriva con il misterioso Paul Henning North, ed Ester la riconosce immediatamente. Crede che quasi tutto sia già dentro di noi, che non siamo noi a inventare il linguaggio e le norme. Il cuore sa, come ha scritto anche il romantico Karl Ove Knausgård. Anche lo stile un po’ fuori moda di Andersson seduce, spalancando le porte al novecento. Difetti? L’inserimento di alcune fastidiose mode linguistiche contemporanee e, a tratti, un tono da manuale di autoaiuto.
Ulrika Milles, SVT Kultur
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Questo articolo è uscito sul numero 1687 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati