La bambola
Anche solo per la sua fantasiosa premessa – la bambola sessuale Audrey che una sera si risveglia davanti al suo “proprietario” – l’opera prima di Sophie Beaulieu merita di essere vista. In Barbie di Greta Gerwig la celebre bambola era convinta che il mondo fosse meraviglioso, prima di scoprirne il lato oscuro. Audrey sbarca nella società senza preconcetti, scopre i codici che la regolano, fa domande assurde e sconvolge tutti. Poi, un giorno dopo l’altro, la vita da casalinga la logora e il suo sorriso si spegne. Certo, La bambola avrebbe potuto essere più feroce, invece preferisce smontare i luoghi comuni con delicatezza. Clarisse Fabre, Le Monde
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Questo articolo è uscito sul numero 1687 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati