Regno Unito
La campagna referendaria per il voto sulla Brexit del 2016 fu inquinata dalle interferenze della Russia. Lo ha detto il primo ministro britannico Andy Burnham, che ha dichiarato di aver ricevuto informazioni chiare sull’argomento subito dopo il suo insediamento a Downing street, lo scorso luglio. Burnham ha spiegato che la propaganda russa non ha determinato l’esito del voto e che il peso di simili intrusioni negli affari britannici non va esagerato, ma ha anche messo in guardia da nuove interferenze nelle prossime elezioni in Germania e in Francia. Secondo l’Independent, queste informazioni devono spronare il paese ad affrontare seriamente la questione del rapporto tra l’Unione europea e il Regno Unito. “Oggi è legittimo porsi alcune domande fondamentali su come tornare a una relazione più stabile e proficua”, scrive il quotidiano online. “È giusto rinunciare a un nuovo referendum, strumento che in passato si è dimostrato traumatico e divisivo, e affidare la decisione alle prossime elezioni politiche e al nuovo parlamento? E poi, il Regno Unito deve davvero prendere in considerazione l’adozione dell’euro? Burnham fa bene a guardare ai prossimi dieci anni e a mostrarsi disposto a discutere un percorso nuovo, che riporti l’influenza britannica nel cuore dell’Europa, dove è giusto che sia”.
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Questo articolo è uscito sul numero 1687 di Internazionale, a pagina 20. Compra questo numero | Abbonati