Ingres e la moda

Musée Ingres Bourdelle, Montauban, Francia, fino all’8 novembre

“Il signor Ingres adora il colore, come una merciaia”. La stoccata di Baudelaire sembra condannare senza appello il pittore di Montauban. Eppure Jean-Auguste-Dominique Ingres (1780-1867) fu per più di mezzo secolo il maestro indiscusso della scuola francese. Il poeta, in realtà, ammirava profondamente il disegnatore ma giudicava i suoi dipinti troppo studiati: l’esatto contrario dello stile ben più impetuoso di Delacroix. Il museo di Montauban apre la stagione con una mostra che contesta la lettura riduttiva di Baudelaire e riabilita il pittore con un magnifico percorso espositivo: circa duecento dipinti e disegni per una selezione necessariamente limitata.
Le Figaro


Simon Hantaï

Unfolding color, Museum Frieder Burda, Baden-Baden, Germania, fino al 10 gennaio 2027

Questa è la prima grande retrospettiva dell’artista ungherese in un museo tedesco. Hantaï si ritirò dal mondo dell’arte perché disapprovava le speculazioni finanziarie sulle opere. I lavori ispirati a Giotto, Piero della Francesca e al miniaturista francese Enguerrand Quarton, rappresentano i primi esempi della sua leggendaria tecnica di piegatura. La tela veniva accartocciata e fissata al pavimento e il colore applicato sulle parti sporgenti e sulle zone incavate. Una volta dispiegata, emergevano i motivi colorati che sono diventati la sua inconfondibile cifra stilistica.
Frankfurter Allgemeine Zeitung

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1681 di Internazionale, a pagina 126. Compra questo numero | Abbonati