Arthur affronta vari dilemmi. Come può guidare uno sforzo collettivo? Quali leve strategiche può usare per coinvolgere la sua squadra? Come può sostenerla nello sviluppo delle proprie competenze? E come adeguare l’esercizio del potere al contesto sociale, politico e tecnologico in rapida evoluzione in cui sorgono? Si può pensare che Arthur sia un dirigente di una grande azienda. Invece parliamo di un re nel cuore della Bretagna medievale alla ricerca del sacro Graal insieme a un manipolo di cavalieri. Aurélie Dudézert, professoressa di gestione dei sistemi informativi, ha individuato nella vicenda di re Artù, così come l’ha raccontata Alexandre Astier nella serie tv francese Kaamelott (2004-2009), un quadro stimolante per una migliore comprensione della gestione aziendale e delle sue sfide in un contesto di profonda trasformazione. E così nel suo saggio Kaamelott usa l’espediente per analizzare le variabili che i manager possono incontrare nel momento della transizione tecnologica. Non è un testo rivoluzionario, ma sicuramente originale e divertente. Le Monde
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Questo articolo è uscito sul numero 1680 di Internazionale, a pagina 83. Compra questo numero | Abbonati