“Non mi considero un politico, non mi sono mai interessato di politica”, ha detto Raúl Guillermo Rodríguez Castro in un’intervista che Usa Today ha pubblicato il 6 luglio. “Fuori da Cuba il nipote di Raúl Castro, noto come El cangrejo, il granchio, è praticamente uno sconosciuto. Non ha nessun ruolo ufficiale nel governo e raramente appare sui mezzi di comunicazione statali. Eppure”, scrive il giornale statunitense, “ora è nella posizione di poter negoziare il futuro del suo paese con gli Stati Uniti. ‘Anche con Donald Trump in persona’, ha detto”. Sulla Folha de S.Paulo la giornalista Sylvia Colombo sottolinea che nella lunga intervista concessa da Rodríguez Castro, in uno dei momenti più difficili per Cuba, c’è una mancanza importante: “Parla di investimenti, riforme economiche, turismo e normalizzazione delle relazioni con gli Stati Uniti, ma non dice nulla sui prigionieri politici, sulla repressione dei dissidenti e sulla mancanza di elezioni libere. Come se la crisi cubana fosse solo economica”.

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Questo articolo è uscito sul numero 1674 di Internazionale, a pagina 28. Compra questo numero | Abbonati